Proteste
Il Comune sostiene tre progetti umanitari
PONTEDERA. Per certi aspetti è il consiglio comunale più atteso dell’anno, perché - in pieno clima natalizio - il Comune assegna i contributi ai progetti umanitari che alcune associazioni della città,...
PONTEDERA. Per certi aspetti è il consiglio comunale più atteso dell’anno, perché - in pieno clima natalizio - il Comune assegna i contributi ai progetti umanitari che alcune associazioni della città, sta eseguendo nei paesi poveri.
Quest’anno sono state beneficiate tre associazioni: 5 mila euro sono andati all’associazione P.E.R., pour les enfants rwandes, che i ocniugi Franchi portano avanti da diverso tempo. «Abbiamo avviato la costruzione di una casa della salute nel 22009 – racconta il presidente Lando Franchi – ora vogliamo acquistare una ambulanza: un veicolo che possa portare le persone in ospedale ma anche un’unità che sensibilizzi le persone ad avvicinarsi alla sanità senza timori.. Quello che facciamo non lo abbiamo scelto noi, ma lo chiedono loro, quando andiamo a trovarli». La moglie, che è l’anima dell’associazione, racconta con le foto, i progressi dei progetti che sono realizzati anche grazie al Comune di Pontedera. Si emoziona, quando mostra uno dei centinaia di bimbi nati nel centro della salute che ha realizzato l’associazione Per.
Altri due contributi, da duemila cinquecento euro ognuno sono stati destinati alla Missione di Suor Manuela, in Angola e al Movimento Shalom di San Miniato per il progetto Gronchi (che ha già realizzato una panetteria con forno per la produzione del pane per la sussistenza degli studenti che vivono nella scuola del Burkina Faso). «Un progetto importante – spiega il responsabile Shalom – quest’anno stiamo mettendo in piedi una scuola per bambine, con lo spazio per ospitare chi arriva da fuori per studiare e per le suore che insegnano».
Paolo Bartolini ha fatto il punto sul progetto della missione di suor Manuela per realizzare: una farmacia (dove sono andati a dare una mano alcuni laureati all’Università di Pisa) e un acquedotto. Che dovrebbe servire a una cooperativa di 400 famiglie, un monastero, il villaggio “Pontedera”.
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