Toscana
Cobas: «Unione Quanti dubbi sul suo futuro»
PONTEDERA. «L’ Unione Valdera, concepita da una “congrega” di politici locali che non conosceva la differenza tra l’affidamento di funzioni a un nuovo Ente Locale e la creazione di un soggetto...
PONTEDERA. «L’ Unione Valdera, concepita da una “congrega” di politici locali che non conosceva la differenza tra l’affidamento di funzioni a un nuovo Ente Locale e la creazione di un soggetto capace di gestire insieme servizi attraverso convenzioni, si è sviluppata nella presunzione autoreferenziale di rappresentare un modello da prendere ad esempio per la gestione associata dei servizi»: le parole pesanti sono dei Cobas Pisa. E si riferiscono allo stato di agitazione , in corso, in questi giorni, tra i dipendenti dell’Uniobe dei Comuni della Valdera. «Sulle sue prospettive future – dicono – non credono più neppure i lavoratori che ci operano perché non è in grado di assicurare certezze professionali e occupazionali. Questo è grave ed è motivo di forte preoccupazione. E perché dovrebbero crederci le comunità locali che di fatto finanziano l'Unione Valdera e che si vedono sottrarre risorse senza avere in cambio benefici reali, per esempio migliori e maggiori servizi?», si domandano i Cobas.
La vicenda è esplosa nei giorni scorsi: Cisl, Uil e il sindacato autonomo Diccap non hanno firmato il contratto integrativo decentrato con l’Unione dei comuni della Valdera. Hanno notificato al prefetto, al direttore generale dell’Unione e ai sindaci dei comuni che ne fanno parte, lo stato di agitazione dei dipendenti. Motivo: gli agenti di polizia municipale, le educatrici degli asili nido e gli addetti alle mense scolastiche di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Lajatico, Lari, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte e Terricciola saranno trasferiti all’ Unione, ma il passaggio presenta diverse incognite.
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