Gioco
Un’altra lettera di minacce al direttore sportivo
Un messaggio anonimo a Giorgio Corradetti del Forcoli: «Te ne devi andare» Il manager: se qualcuno si fa avanti, pronto a fargli spazio dentro la società
FORCOLI. “Te ne devi andare, sennò quelli con i soldi non entrano più”. Poche parole, impresse su un foglio bianco con alcuni caratteri alfabetici ritagliati dai quotidiani. Una lettera anonima, senza indirizzo né affrancatura. A trovare il messaggio all’interno della propria cassetta delle lettere è stato Giorgio Corradetti, direttore sportivo dell’Us Forcoli Calcio. La società del piccolo paese della Valdera, che può vantare 10 anni di permanenza in serie D, sta attraversando il periodo più buio della sua storia. In campionato la squadra occupa l’ultima posizione e, per mantenere bassi i costi di gestione, nella rosa figurano molti giovani alla prima esperienza in categoria. «Una provocazione, l’ennesima nei miei confronti. Ringrazio tutto il consiglio societario che mi ha dato la sua solidarietà, e mi dispiaccio nel riscontrare che queste persone hanno scelto l’anonimato per esternare il loro malumore». È il commento a caldo di Corradetti, socio del club dal 1993 e direttore sportivo dal 2000. Non è la prima volta. « A febbraio del 2012 avevo già ricevuto questo tipo di avvertimento. In quell’occasione però c’era il francobollo ed il mio indirizzo, e la comunicazione era stata scritta da un computer e poi stampata. Immediatamente avviai la procedura di denuncia ai carabinieri, ma naturalmente il colpevole non è stato trovato».
A distanza di 2 anni si rinnova la spiacevole sorpresa per il diesse del Forcoli, che questa volta vuole dare voce e visibilità all’accaduto: «Credo che sia giusto informare tutti. Certe persone dovrebbero evitare queste vigliaccherie e presentarsi per dare un contributo alla causa della società, che dopo l’arresto dell’allora presidente Walter Tommasi (nel febbraio 2012) sta facendo i salti mortali per garantire continuità alla tradizione calcistica di un paese di duemila anime». Nessuna chiusura dall’interno da parte dei vertici societari, ma un chiaro invito « a farsi avanti con idee e progetti al fine di salvare il Forcoli. Siamo un gruppo di persone che lavorano e collaborano insieme da tanti anni, non avremmo nessun tipo di problema ad allargare il nostro consiglio direttivo».
Un gesto che rischia di aggravare la situazione di una realtà già flagellata dai problemi economici. Giorgio Corradetti conclude con un messaggio agli autori del gesto: «Se per qualcuno il problema sono io, mi dichiaro pronto a lasciare il posto. A delle condizioni però: in primis un futuro sano per il Forcoli e per il suo settore giovanile. In questi casi è facile trovare i “falchi”, persone che approfittano di una situazione critica per i loro interessi personali. A Forcoli questi individui non sono ben accetti, e faticheranno a trovare terreno per i loro affari».
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
