Il dolore
Falchi, la sopravvivenza passa dall’Interporto
Lettera degli insegnanti e del personale Ata, che chiedono il trasferimento a San Donato. «Lasciarlo a Montopoli significherebbe rischiare la chiusura»
MONTOPOLI VALDARNO. Sono giorni decisivi per il futuro del liceo Falchi, costretto dalla prossima estate a dare l’addio alla storica sede nel centro di Montopoli, come richiesto dall’Istituto del Divino Amore proprietario di parte dell’immobile. La volontà dell’amministrazione è quella di trasferire le classi del liceo in un proprio edificio scolastico, preferibilmente alle scuole medie Galilei. Da alcuni giorni, infatti, sarebbero in corso verifiche per valutare la fattibilità del trasferimento. L’idea, però, non convince gli insegnanti e il personale Ata del Falchi, che in una lettera chiedono invece il trasferimento a San Donato, insieme al liceo scientifico Marconi, mettendo in guardia sui rischi che il prolungarsi dell’isolamento della scuola potrebbe avere sulle sorti del Falchi e dello stesso Marconi. Il tutto nel pieno della corsa alle preiscrizioni, che in una situazione del genere potrebbe rivelarsi insidiosa. «La scelta del luogo in cui collocare la scuola – scrivono – non deve rispondere ad una “battaglia tra Comuni”. L’amministrazione in cui avrà sede il liceo dovrà farsi carico di un progetto di rilancio dell’offerta culturale nella zona. La creazione di un polo liceale farebbe da contrappeso alla formazione tecnica dell’istituto Cattaneo, riportando alla completezza l’offerta formativa che un’area importante come quella del Valdarno rischia di perdere in inutili contrapposizioni “di campanile”». Da qui la controproposta: «Per noi docenti del Falchi – si legge nella lettera – la scelta più ovvia è San Donato, in quanto luogo facilmente raggiungibile delle località limitrofe, che essendo già sede del liceo Marconi può favorire una spinta al miglioramento e all’ampliamento dell’offerta didattica. La scuola rappresenta una parte importante nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie. Essere in un ambiente sicuro significa avere “locali a norma”, ma anche favorire la crescita dell’alunno in un gruppo di pari. Anche per questi motivi San Donato è la soluzione più idonea, perché eviterebbe sia l’isolamento sia gli accorpamenti improvvisati a scuole medie e elementari, che non hanno né gli spazi adeguati né la funzionalità corretta. Quale stima dovrebbero avere i ragazzi di se stessi se “i giochi di palazzo” li trattano come un pacco da spostare?». Un no, quindi, alle soluzioni prospettate dal Comune: «Perché trascurano l’essenza stessa della scuola, che per i ragazzi è il luogo in cui crescono attraverso l’incontro. Tutto ciò a San Donato è possibile, e questo deve far superare l’obiezione, pure giusta, che “il panorama” dell’Interporto non è il massimo. Lasciare il Falchi a Montopoli, con le alternative strutturali proposte dal Comune, comporterà un suo ridimensionamento e una possibile chiusura, con conseguenze negative anche per il liceo Marconi».
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