Il Tirreno

Pontedera

Deve pagare per i soldi non riscossi

di Manolo Morandini
Deve pagare per i soldi non riscossi

Pontedera, la cassa integrazione non arriva ma il Fisco richiede il versamento dell’acconto delle imposte

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PONTEDERA. “Devi pagare!” È l'imperativo di una burocrazia strabica e inflessibile. Di uno Stato che ritrae la mano con cui dovrebbe corrispondere l’indennità per la cassa integrazione straordinaria o in deroga, con pagamenti ad oggi che arrivano con un ritardo medio di sei mesi. L’altra mano, invece, l’allunga puntuale e deciso per incassare l’acconto delle imposte dovuto dal sostituto d’imposta. Il meccanismo è complesso, ma il risultato può essere paradossale. Il lavoratore che lo Stato vuol tutelare, a fronte della crisi dell’azienda di cui è dipendente, può trasformarsi in evasore a sua insaputa.

Chi non incassa l’indennità dall’Inps, è comunque tenuto a versare il conguaglio ai fini Irpef, se dovuto, all’Agenzia delle entrate. E il termine è quello indicato per i lavoratori autonomi: il 30 novembre. Poi, scattano le more e le sanzioni. Che i soldi non circolino l’operaio lo sa sulla propria pelle. «Non ho i soldi per mangiare figuriamoci se posso avere quelli per pagare delle tasse in anticipo», dice col velo dell’anonimato. Ma glielo ricorda anche l’Inps. La lettera che ha in mano è data 29 novembre: “Siamo spiacenti di informarla che l’Inps non ha potuto completare i conguagli derivanti dalla dichiarazione dei redditi per il 2012 che lei ha presentato con il Modello 730/2013”. Tradotto: lo Stato è in ritardo sui pagamenti. All’Inps non ha ancora girato le somme necessarie per far fronte ai pagamenti delle indennità dovute ai lavoratori dipendenti per la cassa integrazione straordinaria o in deroga. E l’Inps non anticipa le cifre che deve versare come sostituto d’imposta.

In pratica, nei periodi in cui versa le indennità è a tutti gli effetti il “datore di lavoro” e come tale deve provvedere al versamento dell’acconto delle imposte sui redditi. Acconto che il lavoratore potrà recuperare al momento della dichiarazione dei redditi 2013, a giugno 2014, indicando l’importo versato nel Modello 730. «Se dessi retta a questa lettera dovrei versare poco più di mille euro a uno Stato che ancora non mi ha versato un euro da più di sei mesi per la cassa integrazione straordinaria». Stando all’osservatorio dei Centri di assistenza fiscale che fanno capo ai sindacati solo in Valdera sono centinaia i casi analoghi. Potenzialmente investiti del problema sono tutti i lavoratori che nel 2013 devono riscuotere delle indennità per la cassa integrazione straordinaria o in deroga.

Quando l’azienda non ha le risorse per anticipare l’indennità di “cassa” a versarla al lavoratore è l’Inps. Ma in questo caso i soldi nel portafoglio arrivano solo dopo l’approvazione del decreto che autorizza il ricorso all’ammortizzatore sociale da parte del Ministero del lavoro e l’effettivo trasferimento delle somme dai forzieri dello Stato ai conti dell’Istituto di previdenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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