Attenzione
Errore sui bollettini della Tares Lunghe code all’ufficio Tributi
CASTELFRANCO. Lunghe code e cittadini infuriati davanti l’ufficio Tributi. Succede da un paio di giorni al Comune a Castelfranco, con l’avvicinarsi della scadenza (lunedì) della terza rata della...
CASTELFRANCO. Lunghe code e cittadini infuriati davanti l’ufficio Tributi. Succede da un paio di giorni al Comune a Castelfranco, con l’avvicinarsi della scadenza (lunedì) della terza rata della Tares, la nuova imposta sui rifiuti che ha portato aumenti consistenti per i Comuni ancora fermi al vecchio sistema Tarsu.
Nel caso di Castelfranco, però, a complicare le cose è stato un errore di stampa nei bollettini di pagamento inviati agli utenti, dove la quarta e ultima rata della Tares è stata erroneamente anticipata di un mese: nei modelli F24, infatti, a differenza di quanto scritto nelle lettere allegate, compare la scadenza del 31 dicembre 2013, anziché quella (corretta) del 30 gennaio 2014. Così, insieme all’aumento che famiglie e imprese si sono viste rifilare con la nuova Tares, gli utenti si sono trovati tra le mani due bollettini da saldare nell’arco di 15 giorni. Un errore che ha costretto il Comune a correre ai ripari, inviando una nuova lettera ai castelfranchesi per spiegare che la rata può essere saldata entro il 30 gennaio senza incorrere in sanzioni.
L’inconveniente, intanto, ha contribuito ad accrescere il nervosismo, soprattutto da parte di chi si è ritrovato con un conto decisamente più salato rispetto allo scorso anno. A subire il rincaro maggiore sono state le famiglie numerose, anche con incrementi del 100%, e soprattutto alcune categorie di commercianti indicate a maggiore produzione di rifiuti, come fiorai, ortofrutta, pizzerie a taglio, bar e pasticcerie, che si sono ritrovate aumenti del 200 o 300%.
«Che i cittadini vengano a chiedere informazioni è normale – dice il vicesindaco Gabriele Toti –. Quest’anno, però, la situazione è aggravata dall’introduzione di un nuovo sistema di calcolo che noi per primi riteniamo discutibile. In più, l’altra aggravante è l’errore nella stampa dei bollettini. A ogni modo siamo intervenuti per abbattere in modo consistente i rincari delle categorie non domestiche più colpite, tenendo anche presente che gli ottimi risultati raggiunti nella raccolta differenziata ci hanno permesso di evitare la cosiddetta ecotassa».
Queste le riduzioni adottate: un taglio del 50% per ristoranti, trattorie, osterie, mense, birrerie e amburgherie; 50% in meno anche per bar, caffè e pasticcerie, 25% per supermercati, pane e pasta, macellerie, 20% per ipermercati, e addirittura 70% in meno per ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizzerie al taglio.
Giacomo Pelfer
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