Sicurezza
Sigarette elettroniche c’è un’azienda che sta svaporando
Montopoli, la “BandZ” fino a maggio contava 35 addetti La produzione dei liquidi verrà trasferita all’estero
MONTOPOLI VALDARNO. Sta svaporando. Dopo un anno e mezzo di attività la BandZ Srl delocalizza all’estero. Dal boom, fino a 35 addetti, allo sboom in due mesi. «In Italia resterà solo la parte della ricerca». Non hanno dubbi Filippo Zini e Roberto Baldini, titolari dell’impresa che ha sede a Montopoli Valdarno. Qui si producono liquidi per le e-cig, le sigarette elettroniche. Fino allo scorso maggio le cinque linee marciavano su tre turni e sfornavano un milione di flaconi al mese, per l’Italia e non solo. Poi è arrivata la batosta.
«La tassa governativa in Italia le equipara alle “bionde” normali», dice Zini. Da gennaio, il prelievo fiscale raggiungerà «in totale il 76% del prezzo di vendita tra l’accisa e l’Iva al 18%. Al punto che i prezzi al consumo per garantire un minimo margine ai rivenditori dovranno quadruplicare rispetto agli attuali. Il tutto sotto i Monopoli di Stato. Con l’assurdo che si applica lo stesso prelievo alla batteria e all’atomizzatore che compongono una e-cig come al liquido».
A dar gambe all’impresa sono i due soci che scommettono sulle loro competenze imprenditoriali investendoci un milione di euro. Entrambi operano nel campo alimentare, Zini in quello degli aromi, con la Essential Srl, attiva dal 2006 a Montopoli Valdarno, mentre Baldini dal 1992 è attivo nel trading internazionale, con l’omonima società di Cavriago (Re). Per i liquidi per sigarette elettroniche si utilizzando solventi di uso farmaceutico e alimentare a cui viene unita la nicotina estratta da tabacco. Mentre le parti aromatiche sono prodotte con estratti ed essenze naturali o aromi destinati all’uso alimentare dall’Essential, che opera gomito a gomito con la Bandz. Quattro dosaggi di nicotina e cinquanta varianti d’aroma per tipologia.
«Adesso abbiamo otto persone a lavoro, qui lasceremo solo una linea». L’azienda, infatti, oltre ai liquidi per e-cig produce aromi, estratti ed essenze ed è proiettata sui mercati europei. «BandZ Iberica è già operativa e stiamo valutando l’apertura in altri due paesi. Abbiamo lanciato anche una rete di negozi in franchising Vapo 2.0”.
Lo sfogo di Zini è in linea con quanto l’Associazione nazionale fumo elettronico (Anafe) sta denunciando da tempo, al punto da bollare le scelte della politica come «omicidio premeditato». In pratica, un settore che solo in Italia occupa 5mila persone, tra produttori e gestori degli oltre 3mila punti vendita, a fronte di un mercato nazionale di 1,5 milioni di “svapatori”, sta registrando un declino a doppia cifra, nell’ordine del 50-80 per cento.
«Non vogliamo sottrarci dal pagare le tasse, deve però esserci equità altrimenti succede che si soffoca un settore nato dal nulla e che nell’arco di pochi anni ha permesso a molte persone di avere un’occupazione – sostiene Zini –. Ecco che cosa succede quando si fanno provvedimenti in barba alle realtà che si devono regolamentare. Nessuno ci toglie dalla testa che stiamo scontando il frutto del peso che hanno avuto alcune lobby, da quella del tabacco all’industria farmaceutica”.
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