Il Tirreno

Pontedera

Accusa di “lavoro nero” il presidente dell’Ascom

di Sabrina Chiellini
Accusa di “lavoro nero” il presidente dell’Ascom

La denuncia: «Per 3 mesi ho lavorato nel suo locale senza un contratto regolare» I controlli dell’Ispettorato del Lavoro e della Gdf. Scatassa si difende: farò ricorso

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PONTEDERA. Guai in vista per il presidente della Confcommercio Valdera, Gimmi Scatassa, denunciato all’ufficio territoriale del lavoro e alla guardia di finanza da un suo ex collaboratore che sostiene di avere lavorato alle dipendenze del commerciante per circa tre mesi senza un regolare contratto. Massimiliano Oliva, 46 anni, originario di Roma e residente ad Altopascio, si è rivolto all’ispettorato del lavoro nei mesi scorsi, quando ha rinunciato (le due parti danno motivazioni diverse di questa decisione) al lavoro alla sala slot di cui Scatassa è proprietario nei pressi della stazione ferroviaria a Pontedera.

«Mi ha fatto lavorare alla sala giochi e al bar senza un regolare contratto per tre mesi - dice Oliva - poi quando ho cominciato a chiedere di essere assunto mi ha proposto un contratto di collaborazione che io non ho firmato in quanto ritenevo che non corrispondesse a quello che io realmente facevo nella sua attività. Credo che anche un’altra dipendente fosse stata regolarizzata per poche ore di lavoro quando nella realtà ne svolgeva di più. Ma questo procedimento è ancora in corso».

Alla fine dipendente e datore di lavoro non si sono messi d’accordo e Oliva è rimasto a casa. Ma nei giorni successivi al suo allontanamento il dipendente ha presentato le denunce nei confronti dell’ex datore di lavoro. L’altro giorno la direzione territoriale del lavoro di Pisa gli ha comunicato ufficialmente di avere avviato a carico di Scatassa i provvedimenti previsti per chi non ha regolarizzato l’attività lavorativa dei propri dipendenti. In particolare al presidente di Ascom Valdera viene contestato di non avere versato i contributi previsti dalla legge a Massimiliano Oliva per il periodo compreso dal primo settembre al 25 novembre. Al dipendente si spiega che potrà rivolgersi a Inps e Inail per il recupero delle somme non versate. La vicenda, come è facile immaginare, è di quelle che creano imbarazzi anche in un momento difficile come quello che il commercio sta vivendo. E Scatassa respinge al mittente ogni accusa, certo di poter ribaltare la situazione e l’esito degli accertamenti finora effettuati dall’ispettorato del lavoro. «Farò ricorso contro le sanzioni che mi vengono richieste - dice - Il mio solo errore è stato quello di dare lavoro a questa persona che ha già avuto problemi e ora sta facendo di tutto per mettermi in difficoltà. Gli ho proposto un contratto da associato in partecipazione ma lui questo contratto non lo ha mai firmato anche se io l’ho registrato ufficialmente. Questo stesso contratto l’ho proposto ad altri collaboratori e non mi ha mai creato alcun problema. Mi resta davvero difficile comprendere tutta questa storia. Credo di essere caduto in una trappola e ora si vuole colpire la mia persona, tanto che Oliva non ha esitato ad andare ai giornali a raccontare la storia. Credo comunque che alla fine tutte le sue accuse cadranno».

Il dipendente è stato multato, nei 3 mesi in cui ha lavorato alla sala slot, dalla guardia di finanza di Pontedera. Durante un controllo dei finanzieri l’uomo non aveva emesso lo scontrino di una consumazione avvenuta nel bar della sala giochi. L’ispettorato del lavoro ha fatto riferimento anche a questo episodio al momento di verificare il tipo di rapporto di lavoro tra Scatassa e Oliva. Entrambi si mettono sotto accusa. E nel frattempo la vicenda approda sul tavolo dell’associazione dei commercianti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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