Proteste
La eco designer che strega Vogue
Le borse fatte con tappi riciclati della birra della pontederese Lazzereschi partecipano alla gara di talenti
PONTEDERA. Quella borsa leopardata con tappi riciclati della birra strega persino gli scout del magazine-vetrina del fashion system mondiale, Vogue. Dalla spazzatura spuntano le idee che fanno breccia nel gotha della moda-eco: la magia creativa sulla rampa arriva da Pontedera e si chiama Stephanie Lazzereschi.
La giovane, una delle regine italiane dell'Upcycling-design (ovvero sensibilizzare sempre più persone sul problema dei rifiuti e sulla possibilità di ridurne la quantità attraverso il riutilizzo a colpi di creazioni), è reduce dalla settimana della moda di Berlino. Al centro delle passerelle sempre le Tappo Bag. «È una grande soddisfazione, soprattutto inaspettata: ho visto che le TappoBag stanno avendo un grande successo in Gran Bretagna e Germania, ma non pensavo di poter interessare la vetrina della moda per eccellenza, Vogue. Partecipare a questa gara di talenti per me è un onore», commenta a caldo la designer 32enne.
Pezzi unici. Coloratissimi. Multiformi: Stephanie Lazzereschi partecipa alla gara dei talenti Vogue con dieci modelli. Il progetto viene presentato la scorsa settimana durante un party privatissimo a Ponsacco. Umiltà e creatività sostenibile caratterizzano la sua attività, che viene portata avanti all’interno della sua associazione locale Let’s Eco party, nata come realtà ambientalista ed animalista. Presto è in arriva la sede ufficiale del gruppo a Montecastello: le cose da fare si stanno moltiplicando perché le richieste in tutta Europa si stanno moltiplicando. Heineken. Menabrea. Peroni. Moretti. Le stappi. Le trangugi, bionde o rosse che siano: guai a buttare i tappi. «Siamo una vera e propria squadra, con membri dell’associazione che si dedicano al lavaggio dei tappi, altri a farci i fori: ognuno ha un suo ruolo», continua l’aspirante Vogue Talents.
Come nasce l’idea? «Nel 2012 mi sono messa alla ricerca di un materiale di scarto non ancora utilizzato ed altamente inquinante: dopo un attento studio mi sono resa conto della quantità inimmaginabile di tappi che ogni giorno vengono gettati nella spazzatura, senza alcun riutilizzo intelligente a favore dell’ambiente. A questo punto mi son detta, ci penso io». Così ha fatto Stephanie: i primi modelli vengono cuciti nella sala della sua casa, trasformata in laboratorio eco-fashion. Un anno è passato e di strada ne sta facendo la 32enne, che adesso aspetta il responso della rivista fashion più gettonata del pianeta.
«Per ogni borsa sono necessarie dalle 6 ore di lavoro, ad esempio per una pochette ai 2 giorni per i modelli più grandi o particolari: i tappi arrivano da diversi locali della provincia di Pisa in cui vengono raccolti settimanalmente», va nel dettaglio. Shopping bag, shoulder bag in stile Chanel, custodie per Ipad: tutto è unisex. E dati anti-inquinamento alla mano.
«Ogni borsa impedisce di gettare in discarica dai 20 ai 200 tappi a seconda del modello e circa il 90% dei materiali utilizzati è riciclato», aggiune e chiude: «Le borse sono completamente cruelty free».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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