Proteste
Niente primarie per il Millozzi-bis
Il segretario comunale Pd Pasquinucci ribadisce: per il partito è una candidatura condivisa e unitaria
PONTEDERA. «Millozzi sarà il nostro candidato a sindaco». Lo annuncia alla fine di luglio e lo ripete adesso. Il segretario comunale del Pd di Pontedera Antonio Pasquinucci non ha alcun dubbio. Poco importa se da allora ad oggi sul partito si sia abbattuto il ciclone Renzi. Quella scossa arrivata dalle primarie che ha ribaltato il peso e gli equilibri di forza tra i democratici. «Non mi pare che qualcuno in città abbia in testa una richiesta di primarie», conferma.
Il segretario Pasquinucci è di “fede” cuperliana. Confermato nella carica lo scorso ottobre, sulla scia di una candidatura proposta all’unanimità. Un dato che sottolinea: «Un mese fa il gruppo dirigente mi ha chiesto di candidarmi per la terza volta a segretario comunale. È anche questo il segno di una volontà di accompagnare il rinnovo della prossima legislatura in una logica di continuità». Del resto, l’investitura di Millozzi, che può apparire un precipitare gli eventi, è il frutto di un processo politico.
«È stata l’assemblea comunale, che è il più alto organo rappresentativo del partito in sede locale, ad esprimersi all’inizio dell’estate con un giudizio sull’amministrazione Millozzi e le linee per la costruzione del futuro programma», dice Pasquinucci.
L’appoggio all’attuale sindaco è corale. «C’è stato un giudizio unanime e articolato, che comprende non solo il sindaco ma l’intera squadra di giunta, per il secondo mandato – sottolinea il segretario –. La sua riconferma nasce da un giudizio positivo del suo operato, in una fase di difficoltà, di come la sua politica e la sua azione sul territorio abbiano tenuto».
Qualcosa vorrà pur dire la vicenda delle primarie che ha incoronato segretario nazionale del Partito democratico il rottamatore.
A Pontedera a indicare che c’è un vento nuovo sono i 753 voti in più raccolti da Renzi rispetto a nove mesi fa, quando la partita delle primarie si giocava per la scelta del candidato a premier nazionale. Cuperlo nella città della Vespa si è attestato al 16%, 451 i voti raccolti nonostante l’aperto sostegno del segretario Pasquinucci e del sindaco Millozzi, ma anche del governatore Enrico Rossi. A Civati il 7,7%, ovvero 216 voti.
Sono numeri ben lontani dalle 2.139 preferenze incassate da Renzi, pari al 75,9%.
«È un voto che ci dice che servono più coraggio, apertura e rinnovamento, ma in un contesto di gestione unitaria e di condivisione – sostiene il segretario Pasquinucci –. In termini generali il Pd non può e non deve tornare indietro dall’esperienza delle primarie. Però deve essere chiaro che sono uno strumento e come tale non sostituisce la necessità di una valutazione politica». Valutazione che deve esserci anche per la vicenda primarie.
@manolomorandini
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