Sicurezza
Museo Kienerk la nuova era si lancia con un maxi evento
FAUGLIA. Il rilancio del Museo Kienerk di Fauglia passa attraverso la nuova gestione. Al timone dell’esclusivo scrigno delle opere del maestro post macchiaiolo, cresciuto nelle campagne del borgo, c’è...
FAUGLIA. Il rilancio del Museo Kienerk di Fauglia passa attraverso la nuova gestione. Al timone dell’esclusivo scrigno delle opere del maestro post macchiaiolo, cresciuto nelle campagne del borgo, c’è la cooperativa “Microstorie” di Rosignano Solvay.
Rispetto all’importanza del pittore, a livello internazionale, troppo pochi, fino ad ora, sono stati i visitatori del museo sorto nello stabile che nel 1800 svolgeva addirittura le funzioni di un carcere giudiziario.
L’obiettivo, adesso, è che si fa sul serio, per rilanciare questa fonte di turismo artistico e culturale che potrebbe portare nel borgo estimatori da ben oltre i confini provinciali.
“Microstorie” ed i suoi 12 componenti sono pronti ed hanno già avanzato proposte concrete, come spiega Deborah Bellani. «La nostra cooperativa ha intenzione di allargare il parco dei visitatori del museo Kienerk. Oggi possiamo contare solo su alcuni gruppi di appassionati e critici di storia dell’arte, ma vorremmo avvicinare anche il resto della cittadinanza».
I primi ad essere chiamati saranno i bambini delle scuole materne e medie «con alcune iniziative didattiche che avvieremo con gli istituti di Fauglia. Insieme ai piccoli studenti svolgeremo alcune attività in una saletta attigua al museo». Per i più piccoli si parte alla grande con l’evento del 27 dicembre. «Faremo dei laboratori di pittura e animazione al costo simbolico di 3 euro. Nel frattempo i genitori potranno godersi tutte le opere esposte all’interno della galleria». Non solo bambini, dato che le iniziative in programma coinvolgeranno anche gli adulti.
«In futuro vorremmo organizzare alcune domeniche all’insegna dell’arte, permettendo la visita al centro storico di Fauglia. Vari gruppi di persone, in questo modo, potrebbero ammirare gli elementi architettonici del passato. Poi, dopo la visita al museo, ci piacerebbe prolungare la giornata rimanendo a mangiare in qualche agriturismo della zona».
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
