Lutto
Il Pd ha fatto votare nella scuola Pesenti «Non è regolare»
CASCINA. «Chi ha organizzato le Primarie del Pd sostiene che siano un grande esercizio per la democrazia. Evidentemente non sa che a Cascina il Pd ha allestito ben 12 seggi per consentire ai propri...
CASCINA. «Chi ha organizzato le Primarie del Pd sostiene che siano un grande esercizio per la democrazia. Evidentemente non sa che a Cascina il Pd ha allestito ben 12 seggi per consentire ai propri elettori di votare, ma a differenza degli altri 11 che si sono tenuti in circoli privati aperti al pubblico, uno di questi era collocato proprio al liceo Antonio Pesenti, come se fosse un'elezione istituzionale e non un'iniziativa di partito». Comincia così l’intervento della consigliera della Lega Nord, Susanna Ceccardi.
«Vorrei tanto sapere cosa mi avrebbe risposto l'amministrazione se la Lega, per le proprie primarie, avesse chiesto di occupare di domenica una scuola pubblica. A Cascina, da troppi anni, il Pd si muove come se fosse un'entità superiore, a cui tutto è consentito».
La scelta di collocare lì un seggio per le elezioni interne, quindi di partito, «denota arroganza e menefreghismo anche nei confronti di tutti gli studenti e insegnanti che dovrebbero andare a scuola pensando che quello sia un luogo imparziale e di apprendimento, e non una sede pronta all'uso per le iniziative specifiche di un partito, guarda caso sempre lo stesso». La consigliera dell’opposizione chiama in causa un assessore.
«L'assessore alla cultura Fernando Mellea, nonché vice preside dell'istituto Pesenti ha in questo, secondo me, responsabilità grandissime. Deve assicurare che la scuola sia un luogo accogliente per tutte le sensibilità e di civile dibattito fra tutti i tipi di pensiero, non può consentire che il suo liceo sia trasformato in un circolo del suo partito». Ceccardi conclude: «Su questo presenterò subito un'interrogazione e renderò noto l'accaduto a tutte le autorità affinché facciano luce sulla vicenda. Il pd e i suoi dirigenti devono smetterla di comportarsi con tale arroganza in modo anti democratico».
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