Cgil sul buco da 500mila euro «Serve equità per rimediare»
SAN MINIATO. Vige la consegna del silenzio a San Miniato anche se la giunta Gabbanini ammette che un errore c’è stato. Al pari della necessità di porvi rimedio. Ovvero recuperare alle casse dell’ente...
SAN MINIATO. Vige la consegna del silenzio a San Miniato anche se la giunta Gabbanini ammette che un errore c’è stato. Al pari della necessità di porvi rimedio. Ovvero recuperare alle casse dell’ente mezzo milione di euro versato per sbaglio ai dipendenti nell’arco di un decennio attraverso il fondo di produttività. Il nodo, accertato l’importo, è sul chi dovrà pagare. Un punto su cui la segreteria provinciale della Funzione pubblica Cgil non ha dubbi: «Non possiamo negare a priori che possa esserci stato un problema, stante anche la complessità della normativa in materia di contrattazione che ha subito molte modifiche nel corso degli anni, ma occorre che ci sia certezza sulle cifre ed equità nelle azioni che si intende intraprendere».
Per il Comune di San Miniato la soluzione paventata è un taglio netto al premio di produttività da spalmare nell’arco di un decennio nella misura di 50mila euro all’anno. E per il 2013 l’amministrazione si è già mossa. Nessuna concertazione e molti mal di pancia. Il taglio è orizzontale, andrà a colpire in maniera indiscriminata tutti e non solo chi ha preso più del dovuto in busta paga.
«Gli uffici comunali non hanno sbagliato a fare i conti – sottolinea il sindacato –. In merito a questo riteniamo utile precisare che l'entità della cifra su cui si avvia la contrattazione è definita, con apposito atto, dall’amministrazione e, quindi, i dipendenti degli uffici non hanno alcuna responsabilità nell’attribuzione di somme al fondo salario accessorio». Che chiude anche al dubbio che nell’uso di questi soldi si sia usato un criterio a “manica larga”. «Non potendoci essere alcun intervento estraneo alla volontà dell’amministrazione nella costituzione del fondo, non può esserci stato neppure una volontà dispensatrice eccessivamente generosa da parte di chi ha svolto la contrattazione».
La discussione si articola sulle somme messe a disposizione per la contrattazione e non a monte di essa. «Da tempo stiamo chiedendo all’amministrazione, proprio perché unica responsabile, di certificare l’eventuale errore che, come sostiene, ha commesso in passato». E conclude la Fp-Cgil: «Abbiamo discusso del tema con i nostri iscritti e simpatizzanti durante un’assemblea, nella quale è stato ribadito che, anche qualora l’errore dovesse risultare, il recupero non potrà, in ogni caso, avvenire sui fondi futuri, poiché risulta evidente l’iniquità di questa eventuale soluzione».
Manolo Morandini
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