La protesta
A 56 anni, con due figli a carico, è costretto a farsi aiutare dal padre e dal suocero
Ritrovarsi a 56 anni, con due figli grandi a carico, ed essere costretti a vivere grazie all’aiuto del padre e del suocero. Succede anche questo nell’Italia della recessione. È la storia di Mario...
Ritrovarsi a 56 anni, con due figli grandi a carico, ed essere costretti a vivere grazie all’aiuto del padre e del suocero. Succede anche questo nell’Italia della recessione.
È la storia di Mario Bimonte, santacrocese, in forza alla conceria Niger fin dal 1989, che confessa, dopo tanti anni al servizio della famiglia Iacopini, che una situazione del genere non se la sarebbe mai aspettata. «È da un anno – dice – che gli faccio presente delle mie difficoltà, di debiti da saldare con la banca, chiedendo solo quello che mi spetta. Siamo in 4 in casa, e andiamo avanti solo con lo stipendio da 1.000 euro di mia moglie».
Sulle spalle un figlio di 24 anni che non riesce a trovare lavoro e un altro di 28 fresco di licenziamento. «Ci aiutano mio padre e mio suocero – racconta – sennò non sapremmo cosa mangiare».
Per Daniela Fresolone, invece, che di anni ne ha 29, il progetto di una famiglia dovrà ancora aspettare.
«L’ultimo stipendio che ho preso – dice la donna – è stato l’acconto di luglio – dice – e ancora devo riscuotere la cassa integrazione di un anno fa. Per fortuna mio marito il lavoro ce l’ha, ma si fatica lo stesso». E l’aiuto, anche in questo caso, arriva sempre dalla generazione precedente: «Devo dire davvero grazie ai miei genitori». (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google