Il Tirreno

Pontedera

È il ribaltone della gente, stravince Renzi

di Emilio Chiorazzo
È il ribaltone della gente, stravince Renzi

“Sconfessate” le scelte degli iscritti per i segretari locali: il sindaco di Firenze in alcuni seggi ottiene oltre il 90 per cento

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PONTEDERA. Stravince Renzi. Oltre ogni aspettativa. E anche oltre le scelte che, nella fase congressuale, avevano fatto gli iscritti del partito: aveva trionfato la mozione Cuperlo, in città e nel resto della provincia. Ma dalle urne arriva un altro verdetto. Ovunque. E, ovunque, con lo stesso spessore. È una vittoria in trasferta, quella ottenuta qui dal sindaco di Firenze. Per mantenere la metafora calcistica che lui stesso ha sfoderato nel discorso di ringraziamento, ieri sera da Firenze, qui ha sempre giocato in casa Enrico Rossi, il governatore della Toscana che non ha mai nascosto la sua avversione “politica” per il neoeletto segretario nazionale del Partito democratico. Una vittoria che la gente ha voluto anche oltre quella che - sul territorio - era la linea del partito, al 90% cuperliana. «Un risultato che però significa due cose importanti – dice Antonio Pasquinucci, segretario cuperliano del Pd di Pontedera – che la gente ha confermato la fiducia nel partito e nel Paese. Ma è una fiducia che viene data in discontinuità con quella che è la politica che abbiamo portato avanti fino a ora». Risultati alla mano, cita Ungaretti, il segretario Pasquinucci: «Come questa pietra del San Michele è il mio pianto che non si vede... ». Tutt’altro clima, sul fronte renziano. Il vicesindaco di Pontedera Massimiliano Sonetti festeggia, con il coordinamento “Adesso!” della Valdera. «Un risultato straordinario – dice – che dovrà servire per cambiare il partito e la nazione. Ma anche Pontedera e la Valdera». Come dire, da oggi dovranno cambiare gli equilibri anche in città. Nei seggi, durante il giorno, ho incontrato gente che ci chiedeva questo: siamo qui per cambiare. Questo è il messaggio che ci arriva dal voto. Il nostro obiettivo era quello di ottenere un punto in più del risultato delle passate primarie: abbiamo ottenuto mille voti di differenza in più. In alcune frazioni Renzi ha superato l’ottanta per cento».

A Lajatico voto “record”. Il plebiscito fatto registrare da Renzi si fa sentire soprattutto nel comune di San Miniato. Il seggio di Balconevisi è quello in cui i renziani hanno ottenuto la percentuale maggiore: ben il 94,87%. Da segnalare anche il 93,27% di Fabbrica, nel comune di Peccioli, e il 93,16% a Corazzano, sempre nel comune di San Miniato. Se, invece, consideriamo l’intero Comune, il record spetta a Lajatico: 89,5% della gente ha votato Renzi.

I passi da fare. Simone Giglioli è felice per il risultato della sua sezione a Balconevisi. Ma a lui rimane l’amarezza di non aver centrato le scorse settimane, l’obiettivo che si era proposto: era candidato alla segreteria provinciale. «Il voto indica che Renzi rappresenta, ormai, la maggioranza dei nostri elettori. Ma sul fronte dei candidati territoriali ancora dobbiamo crescere, siamo un po’ indietro».

Nel Cascinese. Edoardo Baglini, giovane segretario del Pd, teneva per Civati. «Sono contento dei risultati di Cascina per l'alta affluenza che c'è stata – dice – Noi abbiamo fatto il possibile per favorire la partecipazione. Era una vittoria annunciata, vediamo se Renzi sarà in grado di mantenere le aspettive».

Nocchi: sistema da cambiare. Rivendica il fatto di aver sostenuto Gianni Cuperlo, ma fa gli auguri al trionfatore Renzi mettendo in evidenza la grande partecipazione al voto. È la sintesi del commento del segretario provinciale del Pd Francesco Nocchi. «È un voto che chiede un forte cambiamento e rinnovamento. Si apre una fase nuova e il Pd sarà sicuramente più forte. A Renzi faccio i complimenti e i migliori auguri, convinto che rappresenterà al meglio il partito. Restano le mie perplessità su una modalità di scelta del segretario nazionale, in assenza di un albo degli elettori, scelta che io ritenevo e continuo a ritenere dovrebbe essere appannaggio dei soli iscritti al partito».

La polemica in Valdicecina. Gianfranco Bianciardi non è neppure andato al seggio. Nicola Fabiani, sì. «Sono andato a farmi ripetere dal segretario del partito le cose che mi aveva detto il giorno prima. Non mi hanno fatto votare». Loro, insieme a Leonardo Fedeli, sono assessori della lista civica che guida il Comune a Pomarance. «Lo statuto non permette che noi si possa votare – conclude Fabiani– ma non le regole per le primarie. Altrove persone nella nostra stessa situazione hanno potuto votare».

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