Sicurezza
Progetto Prometeo arriva anche dal prefetto
I sindacati: «Stop alla privatizzazione della società, il governo ha cancellato l’obbligo»
LARI. «La vendita o la chiusura non sono obbligatorie». Lo dicono a una sola voce i segretari generali della Funzione pubblica, Michele Orsi (Cgil), Cinzia Ferrante (Cisl) e Brunello Fidanzi (Uil). Eppure a Lari l’amministrazione comunale è decisa a tirare dritto: a giorni si conoscerà il partner privato che rileverà la quota del 45% del capitale sociale di Progetto Prometeo, la società del Comune che gestisce i servizi di manutenzione di immobili pubblici e delle aree a verde.
L’operazione prevede il passaggio nelle fila della neo società pubblico-privata degli otto dipendenti comunali della squadra manutenzioni che entreranno a far parte di un organico che, ad oggi, è di quattro addetti. A dar manforte ai sindacalisti adesso è anche il governo che con un emendamento alla Legge di Stabilità cancella l’obbligo di vendere o chiudere e rimanda la partita al 2017. «Perché si vuol fare un’operazione in tutta fretta, oltretutto cancellando le tutele e diritti di otto lavoratori, passandoli dal pubblico al privato?». La domanda rimbalza sui tavoli del confronto e nelle assemblee. E arriverà anche nelle stanze del prefetto Francesco Tagliente che per domani pomeriggio ha convocato le controparti, delegazione sindacale e i due sindaci uscenti di Lari e Casciana Terme.
Il confronto è in stallo. Ma il cronoprogramma continua a marciare. Il sindaco Mirko Terreni non ha dubbi e difende l’operazione «costruita dopo un attento studio e sulla scorta dei termini previsti dalla legge». A Prometeo il Comune, attraverso un bando di gara, affida servizi per i prossimi vent’anni per un importo di circa 21 milioni di euro. Fa salvi i quattro dipendenti e promette tutele per quelli che passeranno nelle fila della società, che però cambieranno contratto, da quello dei dipendenti degli enti locali a quello di natura privatistica per la categoria multiservizi.
«Segnaleremo il problema, chiedendo un incontro, alla Regione Toscana – dicono i sindacalisti –. Questa operazione è un precedente pericoloso. Oltretutto, si vuole portare a termine senza inquadrarla nella sua natura: un trasferimento di ramo d’azienda che è previsto dall’articolo 31 del Testo unico degli enti locali. Da parte nostra non ci sono le condizioni per un accordo con la controparte». E a seguito dello sfogo di Terreni dopo l’episodio del tentato suicidio di una dipendente interessata dal passaggio in Prometeo, concludono: «I toni che ha usato nei nostri confronti sono da stigmatizzare, ci accusa di fare terrorismo politico sindacale quando ci limitiamo a svolgere la nostra funzione a tutela dei lavoratori».
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