Il Tirreno

Pontedera

Passione e curiosità come bussole

di Giacomo Pelfer
Passione e curiosità come bussole

Andrea Purgatori e Giulia Innocenzi tra gli studenti del “Cattaneo” per il premio giornalistico Ghinetti

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SAN MINIATO. “Passione” è la parola più ricorrente. Un invito alla curiosità, all’impegno, alla voglia di raccontare la realtà di un paese per migliorarlo, perché l’immagine dell’Italia non sia più quella raccolta da Giulia Innocenzi tra i ragazzi “fuggiti” a Londra: l’immagine di una paese fallito, di speranze tradite. La fotografia di un’Italia che secondo Andrea Purgatori sembra aver perso, tra i più giovani, la voglia di impegnarsi per cambiare davvero. È il messaggio lanciato agli studenti del Cattaneo dai vincitori 2013 del premio Ghinetti: il noto cronista e sceneggiatore cinematografico Andrea Purgatori, famoso per le inchieste sulla strage di Uscita, sul delitto Moro e per i tanti racconti da corrispondente nei teatri di guerra, insieme alla giovane Giulia Innocenzi, 29 anni, giornalista praticante in forza alla redazione di “Servizio Pubblico” guidata da Michele Santoro. A loro è andata la ventesima edizione del premio in ricordo di Roberto Ghinetti, il giornalista de Il Tirreno scomparso nel 1993 all’età di 32 anni. Alla cerimonia erano presenti la sorella Sandra Ghinetti e la nipote Manuela Vallarino arrivate da Aulla.

Un traguardo, quello dei vent’anni, che il quotidiano Il Tirreno e il Comune di San Miniato hanno voluto celebrare nella cornice del nuovo auditorium dell’istituto Cattaneo. Presenti per l’occasione, insieme al primo cittadino Vittorio Gabbanini e al caposervizio de Il Tirreno di Pontedera Emilio Chiorazzo, il presidente della Provincia Andrea Pieroni e il Prefetto di Pisa Francesco Tagliente, legato a Purgatori da un’amicizia di lungo corso. «Insieme – ha rivelato Purgatori – abbiamo condiviso tanti momenti importanti della storia di questo paese». «Lui è un ex cronista, io sono un ex poliziotto – ha detto Tagliente –. Due attività che si fondono, si scambiano e crescono insieme. Io e Purgatori siamo legati da un affetto particolare. Se non avessi fatto il poliziotto sarei diventato un giornalista». «Un premio al coraggio», quello per Purgatori, «alla curiosità intellettuale», come spiegato dal sindaco Gabbanini alla lettura delle motivazioni, sottolineando per Giulia Innocenzi «la determinazione, l’ottimismo del lavoro di donne come lei». «Sinceramente – ha raccontato Giulia – non volevo fare la giornalista. Poi ho scoperto che è una professione splendida se hai gli strumenti giusti per farla, per incalzare i potenti. Io ho scelto di raccontare la realtà con le immagini, ed è una cosa che adesso possono fare tutti con i nuovi mezzi di informazione». Descrivere la realtà per migliorarla. Questo lo spirito che, secondo Purgatori, dovrebbe animare non solo i giornalisti ma in generale i più giovani: «Perché oggi ci sono occasioni per potersi esprimere che un tempo non c’erano – ha detto Purgatori – però occorre essere curiosi, bisogna avere la voglia di scoprire che la realtà non è quella dello schermo del computer. Serve la passione di capire un paese per poterlo cambiare. Per la mia generazione è stato così, ma oggi questa voglia la vedo molto meno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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