Il Tirreno

Pontedera

L’automobile che va a vento dell’Archimede pontederese

di Francesca Suggi
L’automobile che va a vento dell’Archimede pontederese

L’inventore Michele Berretta brevetta il generatore di energia eolica per macchine elettriche «È applicabile pure ai camion: fisicamente l’alimentatore va inserito nel cofano al posto del radiatore»

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PONTEDERA. Il sogno di tutti. Fare un pieno di vento low cost e procedere, a emissioni zero, senza più l’angoscia di spostarsi e dilapidare stipendi in carburanti tradizionali. Nessun mulino a vento che esce dal tettino della macchina: eppure l’idea di un’auto pulita, che si muove con l’energia di Eolo prende sempre più corpo anche in Valdera. L’Archidese tutto pontederese è il tatuatore Michele Berretta. Suo è il progetto rivoluzionario del generatore eolico per autoveicoli elettrici.

«Ho fatto richiesta di brevetto di questa invenzione che ci potrebbe veramente cambiare la vita», racconta con grande entusiasmo il giovane al timone di Tatoo Mic 90, un centro per tatuaggi di Pontedera.

Lui non è nuovo alle trovate geniali che fanno breccia ben oltre i confini nazionali.

«Tutti i miei progetti nascono dai miei sogni e dalle mie fantasie – racconta come è nata l’idea dell’auto a vento – In questo caso ricordo che un giorno mi trovavo sotto le pale eoliche di Pontedera, mentre passava un corteo di auto d’epoca: uno di questi mezzi era messo in maniera tale che sembrava fuoriscire dal tettino uno degli aerogeneratori della città». A questo punto Berretta comincia a pensare: dal suo cilindro salta fuori il generatore eolico. L’inventore prova a spiegare il neo-brevetto.

«Si tratta di una specie di cilindro con lame rotanti: una sorta di ventilatore dalle pale più larghe da inserire nel cofano dell’auto elettrica, al posto del radiatore».

Perché proprio là? «Per trasformare il movimento in energia è necessario che si recuperi l’aria dove già, normalmente, passa». L’energia del vento, quindi, va a ricaricare la batteria elettrica del mezzo.

«Le macchine elettriche oggi hanno un’autonomia di circa 150 chilometri, poi devono fermarsi per tre ore per ricaricarsi: in questo modo invece l’energia cinetica dell’auto permette la ricarica continua, durante il viaggio».

I limiti ci sono: per esempio su una salita di montagna, manca il moto perpetuo e quindi la macchina farebbe fatica. «Questo generatore eolico si può applicare anche ai camion: meno il veicolo è aerodinamico e più funziona».

Dallo scorso anno a Barcellona è attiva la prima colonnina di ricarica per auto elettriche alimentata dal vento 'Sanya Skypump' installata da Uge Iberia.

L’idea di un sistema delle colonnine a ricarica veloce anche in loco, sarebbe veramente una rivoluzione della mobilità non da poco. «Un meccanismo che funzionerebbe tanto sarebbe quello di noleggiare alle auto l’energia eolica, con costi di ricarica ridottissimi, circa un quarto dei carburanti convenzionali», prosegue Berretta. L’inventore è già stato contattato da diverse ditte che vorrebbero investire in questa direzione. «Essendo pontederese vorrei tanto fare qualcosa per la mia città – chiude, e raccontando il suo sogno – Vorrei tanto essere contattato dalla Tesla Motors, in quanto sono un grande estimatore di Nicola Tesla: buona parte delle mie prossime invenzioni saranno realizzate anche grazie ai suoi studi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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