Sicurezza
Sulla piazza contesa c’è la soluzione dei giudici del Tar
Ponsacco, la Futura Immobiliare deve risarcire il Comune Cicarelli: «Restano incerti i tempi per completare i lavori»
PONSACCO. Un altro tassello. Ce lo mettono i giudici del Tar della Toscana. Piazze e strade adiacenti a via Togliatti, via Rospicciano e via Trieste devono diventare pubbliche. Lo avevano deciso a fine 2012, ma adesso alla Futura Immobiliare presentando anche il conto, circa 120mila euro, da pagare al Comune di Ponsacco per le opere che dovranno essere realizzate per rendere quegli spazi fruibili. E fissano anche una penale di 300 euro per ogni giorno di ritardo.
Un capitolo annunciato, che segue a una serie di perizie e rilievi disposti dai giudici amministrativi per stimare lo stato dell’arte del cantiere e le opere di urbanizzazione non ancora realizzate. Nessun dubbio per il Tar: a carico della società a cui fa capo il piano particolareggiato di iniziativa pubblica, articolato in cinque fabbricati residenziali, commerciali e direzionali, anche il pagamento di 8mila euro per le spese di giudizio in favore dell’amministrazione della Città del mobile.
Soddisfatto il sindaco Alessandro Cicarelli. «Adesso ci sono tutti gli elementi per completare il passaggio su cui la stessa Futura Immobiliare aveva dato la propria disponibilità – afferma il primo cittadino –. C’è l’interesse di tutti a favorire una soluzione rapida». In quella piazza parcheggio l’amministrazione comunale ha previsto di trasferire i banchi del mercato settimanale. «Per l’ultimazione dei lavori i tempi sono più incerti perché si legano alla possibilità di spesa del Comune, che dipende dal patto di stabilità. Perciò la possibilità di trasferirvi il mercato dipende dall’effettiva fruibilità della piazza».
Il braccio di ferro tra l’amministrazione e la Futura Immobiliare, con più di un riflesso ancora da decifrare nelle aule dei tribunali, civile e penale, sembra poter trovare una via d’uscita. A fine settembre la stessa Futura Immobiliare aveva dato segnali d’apertura: «La piazza? È del Comune. Se ci ordinano di liberarla, togliamo le transenne già dal pomeriggio. Se è chiusa è perché ci sono dei pericoli da circoscrivere. Ma nessuno nega che quello spazio sia dell’amministrazione comunale. Ci sono dei lavori che restano da quantificare in termini economici: è un aspetto secondario».
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