Il Tirreno

Pontedera

Per un centesimo bolletta da 15 euro

di Emilio Chiorazzo
Per un centesimo bolletta da 15 euro

Chiesti della Geofor a 18 cittadini. Il presidente: ci scusiamo In corso una trattativa coi sindaci per eliminare il disagio

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PONTEDERA. Ha versato un centesimo in meno, nel pagare le bollette della Geofor, per il servizio della raccolta dei rifiuti.

E ora, l’azienda, gli ha richiesto quindici euro in più, oltre a quel centesimo che non ha versato per errore.

La disavventura è capitata a un cittadino di Pontedera, Giuliano Baggiani.

«Ho pagato tre rate insieme, quelle di maggio, giugno e luglio – racconta – e l’ho fatto pure in anticipo rispetto alle scadenze previste dalla Geofor. Ho versato il totale tramite bonifico, ma nel fare il calcolo, un centesimo di euro è rimasto... fuori. Adesso, la azienda che raccoglie i rifiuti me ne chiede altri quindici. Proprio in questi giorni mi è arrivato un bollettino, per il recupero di quel centesimo oltre a quindici euro di spese di notifica. Mi sembra assurdo».

L’utente ha chiamato anche la Geofor, per chiedere spiegazioni. «E mi è stato detto che non è possibile rimediare in altro modo – prosegue Baggiani – Il loro sistema informatico prevede automaticamente il recupero degli importi che vengono versati in maniera sbagliata. Alla fine pagherò quel che mi è richiesto, ma mi rimane l’amarezza che un’azienda locale non possa fare come tante altre a livello nazionale che i recuperi fino a una certa cifra non li richiedono perché sarebbero anche anti economici. In questo caso, visto che li addebitano direttamente ai cittadini, forse il problema è meno sentito».

Di casi di questo tipo, negli ultimi giorni - in concomitanza con la consegna delle richieste di pagamento che stanno arrivando nelle case dei pontederesi – sembra se ne siano verificati una ventina. «Diciotto per la precisione – spiega il presidente di Geofor Paolo Marconcini – e la richiesta viene fatta in automatico dal sistema. Ci scusiamo con i disagi che incontrano i cittadini, ma una soluzione, se può essere trovata, va cercata insieme ai sindaci dei dodici Comuni che serviamo. Quei soldi sono di un tributo che va direttamente alle amministrazioni comunali. Ecco perché non possiamo muoverci autonomamente».

L’idea è di fare com’è successo per i conguagli Tia: sotto a un certo importo non chiedere il recupero. «Ma è una cosa che devono decidere i sindaci – conclude Marconcini – Li stiamo contattando, affronteremo il problema, per cercare una soluzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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