La manifestazione
Cade dal solaio e muore a 47 anni
Il muratore è stato trovato in coma da un imprenditore edile che ha attivato i soccorsi. Aperta un’inchiesta della Procura
LATIGNANO. Il lavoro che si paga con la vita. Una caduta accidentale da un’altezza di circa due metri e Alessandro Galli, muratore di 47 anni, di Peccioli, sposato e padre di due bambini, sbatte la testa. Va in coma. Lo trova un altro mutatore - dopo le 9 - in un lago di sangue, dentro una vecchia casa colonica in ristrutturazione, nella campagna di Latignano di Cascina, in via Rotina. L’ennesima tragedia nell’edilizia.
L’artigiano - la vittima non risulta alle dipendenze dell’impresa incaricata del cantiere - lavorava vicino ad un ponteggio che era stato montato per iniziare i lavori di rifacimento di un solaio. È probabile - non ci sono testimoni dell’infortunio - che il solaio sia franato e abbia fatto cadere l’uomo, trovato riverso sul pavimento. A dare l’allarme è stato Davide Morucci, piccolo imprenditore edile di Peccioli che da circa una decina di giorni ha iniziato la ristrutturazione del casolare di proprietà di Anita Orsini, dato in comodato alla figlia Monica Montagnani, che risulta la committente dei lavori.
«L’ho trovato con la testa nel sangue – ha raccontato Morucci ai carabinieri – non dava segni di vita. Ho chiamato l’ambulanza. Io ero all’esterno, stavo mondando un ponteggio. È un grande dolore, ci conoscevamo bene».
Sul posto oltre ad un mezzo del 118 sono intervenuti i vigili del fuoco di Cascina che quando sono arrivati hanno trovato il muratore sull’ambulanza. Era in coma, lo avevano intubato: impossibile sapere da dove è scivolato, cosa è successo nei momenti precedenti alla tragedia. L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello dove però è morto per i gravi traumi riportati alla testa e all’altezza del collo. Sul posto, oltre ai carabinieri di Cascina, anche gli operatori della medicina del lavoro dell’Asl che si sono occupati di ricostruire la dinamica dell’incidente e di verificare se il cantiere era in sicurezza. Probabilmente il muratore non indossava il casco protettivo richiesto per chi fa lavori ad una certa altezza. Tutti aspetti che saranno chiariti nel corso dell’inchiesta che è stata aperta dalla Procura di Pisa. Si pensa comunque che la vittima sia caduta da un’altezza di non più di due metri.
L’autopsia - la salma si trova a medicina legale a Pisa - potrà aiutare a chiarire le cause della morte e capire se il muratore ha avuto un malore prima di scivolare nel vuoto.
I carabinieri hanno sentito il racconto di Morucci, titolare della ditta edile incaricata dei lavori e anche il primo a rendersi conto della tragedia.
«Non era un dipendente della mia azienda – spiega Morucci, visibilmente scosso dalla morte dell’amico – era un artigiano. Siamo disperati».
La vittima aveva dunque avuto in subappalto una parte delle opere di ristrutturazione.
Sul posto è arrivata anche l’architetto Barbara Tonissi, di Pontedera, responsabile della sicurezza. Lei e Morucci sono stati i primi a rispondere alle domande dei carabinieri che dovranno ricostruire anche a quale titolo la vittima stava lavorando per conto dell’impresa a cui è stato affidato il cantiere edile.
La notizia della morte dell’artigiano è arrivata a Peccioli, dove era conosciuto, alla fine della mattina. L’uomo abitava con la moglie Simonetta Cheli e i due figli, di 5 e 12 anni, in Podere Bandonica.
Lavorava nel settore dell’edilizia da molti anni. I familiari, informati della tragedia, si sono recati a Pisa anche se per loro non è stato possibile vedere, anche se per l’ultima volta, il loro caro. Già al momento dell’autopsia potrebbero esserci i primi indagati per l’incidente mortale.
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