La manifestazione
Torna a casa una delle baby bulle
Insieme ad un’amica di 16 anni aveva aggredito una coetanea filippina
FORNACETTE. È tornata a casa, dopo due mesi di affidamento in comunità, una delle due ragazzine che erano state arrestate dai carabinieri di Calcinaia con gravi accuse per aver preso di mira una loro coetanea di 15 anni, originaria delle Filippine. Le due ragazzine di 15 e 16 anni finirono in una comunità di recupero dopo avere aggredito più volte e per lungo tempo la ragazzina. Ora la quindicenne, che è difesa dall’avvocato Sergio Mori di Pontedera, è stata affidata nuovamente alla famiglia. Si è pentita e ha promesso di non avere più atteggiamenti simili. Resta indagata per gli atti persecutori come l’altra ragazzina di 16 anni, anche lei sentita nuovamente dal pubblico ministero ieri mattina, ma che resta in comunità. La ricostruzione dei fatti presentata dai carabinieri di Calcinaia è stata ritenuta analitica e dettagliata. In sostanza, sono stati trovati numerosi riscontri rispetto ai fatti che la madre della minorenne aveva raccontato nella denuncia presentata ai carabinieri dopo che, nel giugno scorso, la figlia era tornata a casa con le ossa del naso rotte. Era stata presa a calci e pugni davanti a un gruppo di amici dopo che le due bulle le avevano chiesto per telefono un incontro costringendola a recarsi ai giardinetti pubblici conosciuti come La Montagnetta a Fornacette. Un vero agguato che costerà caro alle due indagate. L’incontro, in realtà, era servito solo a dare l’ennesima lezione alla ragazzina che non accettava di stare “dimessa”, che non voleva piegarsi alle loro continue vessazioni. Ma quando la vittima si è decisa a raccontare tutto per le due bulle è stato l’inizio di una serie di guai. Nessuno immaginava all’inizio delle indagini che sarebbero finite in comunità, lontano dai genitori e dall’ambiente in cui hanno maturato certi atteggiamenti.(s.c.)
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