Sicurezza
Stregati dalla bontà di quel dolcetto nato in convento
SANTA CROCE SULL’ARNO. Al via domani la Festa dell’Amaretto Santacrocese, il dolcetto tradizionale fatto di mandorle, zucchero, uova, più qualche scorzetta di limone se disponibile in quel momento...
SANTA CROCE SULL’ARNO. Al via domani la Festa dell’Amaretto Santacrocese, il dolcetto tradizionale fatto di mandorle, zucchero, uova, più qualche scorzetta di limone se disponibile in quel momento nella dispensa del convento di Santa Cristiana, dove è nato nell’Ottocento. La sagra vera e propria, con i banchi degli amarettai, si terrà invece domenica. Ma ad anticipare l’apertura degli stand, domani i bambini addobberanno l’albero di piazza Garibaldi e nel pomeriggio impareranno a cucinare insieme agli amarettai presso il centro Maricò di via Vettori.
«Perché le tradizioni vanno fatte conoscere alle nuove generazioni – ha spiegato l’assessore alle politiche educative scolastiche Massimo Fanella – che le tramanderanno nel tempo, impedendone l’oblio». La festa rispetto al passato raddoppia i giorni e avrà anche un risvolto culturale. Dunque non solo degustazioni e mercato, ma un convegno (domani alle 18, alla foresteria del convento di Santa Cristiana) organizzato dalla condotta del Cuoio che fa capo a Slow Food. Oggetto del seminario: i dolci conventuali, alimenti poveri, a differenza di quelli che uscivano dai monasteri, per tradizione più ricchi perché meta dei figli cadetti della nobiltà e delle classi agiate. Racconterà le origini dell’amaretto Carlo Gazzarrini, storico delle tradizioni gastronomiche locali, già fondatore della condotta locale. «L’incontro tende a nobilitare quello che parrebbe un biscottino quasi banale, sorretto in realtà da trascorsi storici molto interessanti che analizzeremo durante il convegno – anticipa il relatore –. Racconteremo anche i vari pani delle elemosine, merce di scambio tra denari ed opere pie, oggi quasi del tutto scomparsi».
Infine a conclusione della giornata, presso il Circolo Sportivo Santacrocese si terrà una cena con i piatti poveri della cucina conventuale (info e prenotazioni: Pro loco 0571-31101).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
