Il Tirreno

Pontedera

Proteste sotto l’albero contro i falsi in tavola Coldiretti all’attacco

Anche imprenditori agricoli di Cascina e della provincia al presidio del Brennero per difendere il “made in Italy”

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CASCINA. In occasione degli acquisti di Natale dobbiamo proteggere i prodotti “made in Italy”. L’appello arriva dalla Coldiretti provinciale e da due imprenditori di Cascina che hanno partecipato ad un’iniziativa di protesta al Brennero. Non sempre è facile “smascherare” i falsi, a causa di leggi e cortocircuiti che non impongono l’etichettatura di gran parte dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole. Al valico del Brennero gli agricoltori ed allevatori pisani di Coldiretti hanno dato il via ufficialmente alla “Battaglia di Natale” con l’obiettivo di mostrare ai consumatori del nostro paese gli inganni pronti per essere serviti sulle nostre tavole, ma anche, e soprattutto per difendere l’economia e il lavoro nelle campagne dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane. Dai prosciutti di maiale senza etichetta ma pronti a diventare “italiani” nella grande distribuzione delle nostre città alle stelle di Natale e altre piante che dopo un lungo viaggio dal Kenya ed Equador arriveranno nelle nostre case passando prima da Verona e poi dai vivai, dalla cisterna di grano tedesco alla mozzarella polacca. Sono tanti gli inganni che sono stati scoperti durante il presidio del valico del Brennero in occasione della mobilitazione “La Battaglia di Natale: scegli l’Italia” promossa dalla Coldiretti (info su www.pisa.coldiretti.it). Alcuni dei tir “fermati” alla frontiera grazie ad un’operazione “verità” congiunta con le forze dell’ordine erano destinati anche alle città della Toscana.

Una processione incessante, vergognosa, inaudita e silenziosa di prodotti finiti a cui all’importatore-destinatario basterà “appicciare” la sua etichetta per proporlo al consumatore (italiano e straniero) come italiano, ai semi-lavorati e materie prime (il 33% dei prodotti venduti in Italia ed esportati con il marchio del “made in Italy” contiene materie prime straniere) che dal Nord Europa, in particolare Germania, Polonia, Olanda, arriveranno fin dentro i nostri piatti attraverso escamotage e furberie varie all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. «Abbiamo visto passare di tutto dentro i tir – spiega Fabrizio Filippi, presidente provinciale Coldiretti che ha guidato la delegazione di allevatori ed agricoltori della provincia di Pisa –. Ogni giorno è la stessa storia: migliaia di tir portano in Italia il falso “made in Italy”».

Gli fa eco Laura Chiellini, imprenditrice agricola di Cascina: «Mi sento offesa. Ci mettiamo passione, lavoro, serietà, impegno, risorse. Oggi i riflettori sono accesi, da domani il consumatore tornerà a non sapere cosa mangia. Lo Stato deve fare qualcosa: non può continuare a permettere che non ci sia trasparenza».

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di Redazione web