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Pontedera

cascina: l’attacco delle opposizioni

«Si spende per alimentare il consenso del sindaco»

«Si spende per alimentare il consenso del sindaco»

CASCINA. «Un bilancio mirato a raccogliere consensi, anziché all’interesse dei cittadini». In sintesi è il commento di Giacomo Cappelli e Michele Parrini sulla manovra di assestamento di bilancio...

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CASCINA. «Un bilancio mirato a raccogliere consensi, anziché all’interesse dei cittadini». In sintesi è il commento di Giacomo Cappelli e Michele Parrini sulla manovra di assestamento di bilancio 2013. Ma la lista delle cose da sistemare, secondo i capogruppo di Pdl e Lista civica SiAmo Cascina, è ben più lunga. Preso atto dei tagli sui trasferimenti dal governo agli enti locali e della difficoltà negli investimenti, criticano l’atteggiamento dell’amministrazione cascinese. «Sempre pronta a lamentarsi su questi argomenti – spiegano – però continua a sostenere spese buone solo ad alimentare il consenso verso la giunta e i partiti che la costituiscono». Nel mirino dei capogruppo dell’opposizione ci sono voci di spesa per 1 milione e 600mila euro. Una sforbiciata notevole. «Quella cifra potrebbe essere investita sul territorio, per creare opportunità di lavoro e per trovare soluzioni all’emergenza casa». Cappelli e Parrini criticano i 477mila euro destinati alle attività sportive, di cui 160mila versati alla società che gestisce la piscina comunale. «Una manovra senza senso, perché la struttura è di proprietà del Comune, viene data in concessione con un’ulteriore spesa e ci si accollano anche le spese di straordinaria manutenzione». Cartellino rosso inoltre per i 50mila euro stanziati per l’acquisto di un terreno da adibirsi ad area sportiva a San Prospero. «Credevamo che le società sportive dovessero partecipare a un bando pubblico, invece è stato affidato alla società Navacchio Zambra attraverso una trattativa privata». Sulla lista ci sono poi 670mila euro per le attività teatrali, di cui 260mila a copertura dei costi del Politeama. «E non comprendono nemmeno la cifra necessaria per ripianare il debito di 566.188 euro. Praticamente il Comune sa di avere un debito da onorare, ma non lo inserisce a bilancio». La critica prosegue con i 120mila euro per l’acquisto della fornace di Barca di Noce «che versa sempre in stato di abbandono, con le lastre di amianto a un passo dalle finestre delle abitazioni». Le altre voci riguardano 70mila euro per l’affitto della Mostra, 26mila per i locali adibiti a università della Terza Età, 6mila per un altro magazzino e 200mila stornati per la mancata realizzazione della variante su via del Nugolaio «con un progetto redatto nel 2008 e stracciato dalla Provincia nel 2013». (l.l.)

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