Sicurezza
Riparte in città una raccolta di firme
La lista “Cittadini in Comune”: «Di fronte alla casa del sindaco ci sono 4 impianti di videosorveglianza»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Diatriba antica per Santa Croce, il tema delle telecamere si riaccende ancora una volta, sollecitato anche dalla lista civica “Cittadini in Comune”, con leader Maurizio Donati, che accusa la giunta di essere “schiacciata” sulle posizioni dell’assessore Alessio Bellini di Sel. «Chiediamo al sindaco Ciaponi – dicono dalla lista – se intende insistere con la versione che nel centro storico è tutto tranquillo. Ora basta. Servono le telecamere, l’abbiamo detto e lo ribadiamo. Il sindaco e la giunta, pressati dall’assessore Bellini di Sel, hanno preso una posizione ideologica gridando allo stato di polizia. Poi, però, di fronte all’abitazione del primo cittadino di telecamere se ne contano ben quattro. In realtà il centro storico è massacrato, i rifiuti sono ovunque e ci sono personaggi che urinano ai muri. In queste condizioni come si può pensare di risollevarlo e di incentivare l’apertura di nuove attività? Riteniamo sia ora di cambiare “verso”, non a parole ma con i fatti». A fianco della lista “Cittadini in Comune” si schiera l’ex vigile Enzo Oliveri, che annuncia una nuova petizione in favore delle telecamere, come due anni fa. «Stavolta, però, non voglio dare la possibilità a scuse banali – spiega – come l’ultima volta, quando il sindaco mi disse di non poter accettare la petizione, con ben 1.042 firme, perché sul foglio non c’era il documento del firmatario. Quindi gli ho inviato una email chiedendo come vuole che siano riempiti i fogli affinché sia regolare. I santacrocesi sono stanchi di tutto quello che accade nel nostro comune, e pretendono che anche il nostro territorio sia messo sotto sorveglianza da moderne ed efficienti telecamere funzionanti di giorno e di notte, prevenendo episodi di vandalismo e microcriminalità. Tutti i sindaci hanno installato le telecamere, mentre chi governa a Santa Croce continua a parlare di privacy». Dalla propria pagina Facebook interviene anche l’assessore Alessio Bellini, per il quale «la sicurezza non si garantisce con le telecamere». «È una scorciatoia inutile e costosa – scrive –. La si garantisce con un efficace sistema di politiche sociali, scolastiche, educative, culturali e con un’economia diversa che impedisca la polarizzazione tra chi ha troppo e chi non ha niente. Anche se i grandi criminali, quelli che davvero attentano alla nostra sicurezza, sono tutto tranne che poveri: le telecamere, per questi soggetti non servono a niente. E poi serve avere delle forze dell’ordine con personale adeguatamente formato e sufficiente per il “carico criminale” presente».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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