Sicurezza
Andrea Cappellini nell’olimpo dei comici e ora sul Vernacoliere
POMARANCE. «La cosa più bella che mi succede spesso è svegliarmi la mattina con dei pensieri comici e appuntarli, che poi magari non riuserò, ma capisci che la tua testa inizia ad essere “deformata”»...
POMARANCE. «La cosa più bella che mi succede spesso è svegliarmi la mattina con dei pensieri comici e appuntarli, che poi magari non riuserò, ma capisci che la tua testa inizia ad essere “deformata”» afferma Andrea Cappellini. L’umorista pomarancino era l’unico toscano tra i nove finalisti, selezionati tra circa un centinaio di partecipanti, del concorso nazionale Sos Cabaret, tenutosi ad Arezzo, per la precisione al Teatro Signorelli di Cortona il 29 novembre. Suo il terzo posto assoluto.
Un palco prestigioso, sul quale si sono avvicendati nomi del calibro di Max Paiella, Anotonio Rezza e molti altri. «Il pezzo che ho portato era fondamentalmente un monologo di satira, con accompagnamento di chitarra, che s'intitola “Si sta come d'autunno sotto i ponti gli italiani”» , racconta Andrea, che nel frattempo sta anche continuando a scrivere e provare pezzi per il laboratorio Zelig di Livorno, in scena due giovedì al mese.
Da aggiungere, nel numero di dicembre del Vernacoliere, pagina 24, per la prima volta vengono pubblicate sue battute. Insomma, per Andrea Cappellini un altro passo verso l’olimpo della italica comicità. «Se inizio a raggiungere dei piccoli risultati lo devo sopratutto agli amici Matteo Cesca, comico di Colorado, Marco Vicari, autore di Zelig, e Alberto Martinelli, autore di Matteo Cesca, che in questi anni di conoscenza per prima cosa mi hanno ripulito a livello di volgarità, perché venendo e iniziando dalle feste dell'unità sai molto bene che la parolaccia ci sta anche bene e poi – prosegue e chiude Andrea - i miei coinquilini di Pisa che prima di uno spettacolo hanno la pazienza di sopportarmi e di ascoltare le mie battute, e infine sì, anche i miei genitori che anche se a volte avrebbero desiderato vedermi in un ufficio come il resto del mondo, so che sono contenti, perché sopra un palco mi vedono felice».
Gianni Bianchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
