Gioco
Il settore continua ad avere il fiato corto il fatturato segna un calo del 3 per cento
I principali indicatori della performance economica registrano per il settore calzaturiero della provincia di Pisa una contrazione della produzione (-1,7%) che porta a un ulteriore calo del fatturato...
I principali indicatori della performance economica registrano per il settore calzaturiero della provincia di Pisa una contrazione della produzione (-1,7%) che porta a un ulteriore calo del fatturato (-3%). Pressoché stabile, invece, l’occupazione che si ferma a -0,3%. È quanto emerge dall’indagine dell’Unione industriale di Pisa dedicata al terzo trimestre dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2012. In particolare, le esportazioni di calzature hanno sofferto il crollo subito ad Hong Kong e in Cina, dopo i brillanti risultati sperimentati nel primo trimestre dell’anno. Sono rimaste in territorio positivo, invece, le esportazioni di calzature verso Spagna e, soprattutto, Portogallo. La flessione sul fronte dell’export registrata nel secondo trimestre di quest’anno è del -0,3%, rispetto al +12,3% del primo trimestre. Un chiaro scuro in cui trovano spazio dinamiche opposte a seconda del livello in cui si collocano le imprese , tra produttori a marchio proprio o su commessa, e aziende di accessoristica che a loro volta sono specializzate in singole fasi della lavorazione. Questo l’andamento di un comparto che in meno di un decennio ha subito i contraccolpi della crisi, ma anche della concorrenza e del trasferimento in altri Paesi di una fetta delle produzioni. A raccontarlo è il raffronto tra i dati censiti dall’Inps a fine 2003 rispetto alla realtà di oggi. All’epoca si contavano 522 aziende nel comparto, di cui 343 accessoristi specializzati in singole fasi di lavorazione, per un totale di 5.461 addetti.
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