Il Tirreno

Pontedera

Il Comune sbaglia i calcoli i dipendenti rimborsano

di Manolo Morandini

Gli errori riferiti alla distribuzione del fondo produttività degli ultimi 10 anni La giunta di San Miniato richiederà i soldi. In tutto si tratta di mezzo milione

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SAN MINIATO. Chi paga? L’errore sfiora il mezzo milione di euro e si è accumulato nel corso di dieci anni. Ma adesso il Comune di San Miniato vuole rimediare e presenta il conto ai suoi dipendenti. Un taglio netto al premio di produttività da spalmare nell’arco di un decennio nella misura di 50mila euro all’anno. Per il 2013 l’amministrazione si è già mossa. Nessuna concertazione e molti mal di pancia. Il taglio è orizzontale, andrà a colpire in maniera indiscriminata tutti e non solo chi ha preso più del dovuto in busta paga.

Dal 2003 gli uffici hanno sbagliato a fare i conti. Così la cifra distribuita ai dipendenti attraverso il fondo produttività, che tiene conto di molte variabili, dall’indennità di responsabilità ai progetti, dai risultati dell’anno alle posizioni organizzative, è stata più del dovuto.

L’amministrazione della città della Rocca, sia all’epoca in cui era sindaco il professore di matematica Angelo Frosini che l’attuale dipendente di banca Vittorio Gabbanini, ha scoperto la “manica larga” andando a ritroso negli anni. Nessuno contesta nell’eventualità di un errore la necessità di riparare andando a recuperare le somme versate in eccesso. I dubbi, semmai, si addensano sulla cifra, messa in luce dai revisori dei conti dell’ente sanminiatese, e sui criteri per il recupero. I sindacati vorrebbero che ha far di conto fosse un soggetto terzo.

La Funzione pubblica Cisl annuncia a breve un’assemblea con i dipendenti comunali. «Illustreremo il problema, anche per condividere la strada da percorrere», dice il segretari provinciale Cinzia Ferrante. Che aggiunge: «Per il 2013 l’amministrazione comunale si è mossa in via autonoma, decurtando il fondo di 50mila euro alla voce indennità di responsabilità, ma è una scelta che contestiamo».

Il meccanismo sia di assegnazione delle risorse al fondo, in parte fisso e per il resto variabile ogni anno, che di ripartizione ai dipendenti è alquanto articolato. Tuttavia, aldilà dei tecnicismi, resta il nodo di soldi che per anni sono usciti dalle casse comunali.

Nel segno dell’equità la strada maestra sarebbe quella di andare a rifare i conti per ciascun dipendente, compreso quelli che nel frattempo sono andati in pensione. E poi da ciascuno recuperare l’eventuale di più versato. Una strada complessa e dai tempi lunghi su cui l’amministrazione comunale non vuole avventurarsi. La linea è quella del taglio orizzontale. Una modalità che penalizza in modo indiscriminato e che si scarica anche su chi nell’arco dei prossimi dieci anni dovesse essere assunto dal Comune di San Miniato.

«Abbiamo richiesto che sia un terzo a certificare la cifra dell’errore – afferma Michele Orsi, segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil –. Solo dopo potremo discutere sui criteri di recupero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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