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Pontedera

Caccia ai soldi della ex giunta

Caccia ai soldi della ex giunta

Fauglia, il Comune affida un incarico per recuperare il danno erariale subito

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FAUGLIA. Solo uno dei condannati risarcisce la sua parte. Gli altri tre amministratori della passata giunta faugliese coinvolti, ancora no: adesso ci penserà la stessa amministrazione comunale a recuperare i soldi dovuti, per un totale di quasi 20mila euro, sanciti dalla Corte dei Conti, per danno erariale nei confronti del Comune di Fauglia. La vicenda è legata ad un incarico affidato, ritenuto illegittimo dai giudici: la somma risarcitoria viene pur sempre sancita, anche se in maniera ridotta dopo il ricorso in appello dell’ex sindaco Riccardo Froli insieme al vecchio segretario Antonio Pellegrino e agli ex assessori Antonio Monaco e Cesare Barsotti.

«Sono soldi dovuti a questa amministrazione, visto che fino ad ora solo uno dei diretti interessati ha pagato spontaneamente, adesso ci penserà un nostro dipendente comunale a recuperare il credito», spiega il sindaco Carlo Carli. La delibera di giunta che formalizza l’incarico a Massimiliano Becchiet è del 9 novembre: ci penserà lui, ora a recuperare i credito e a liquidare le somme versate in quota superiore di uno dei protagonisti. Il tribunale, con sentenza depositata nel giugno 2010, condannava i soggetti coinvolti a restituire al Comune quasi 30mila euro. I fatti sono legati a una denuncia del 2007, formalizzata dall'allora consigliere di opposizione Alberto Rossi rispetto a un incarico di Corresponsabile del settore amministrativo, affidato e rinnovato per tre anni dalla giunta comunale al dottore, commercialista Alessandro Ciaponi. Varie, nel 2008, le visite della polizia tributaria a Palazzo, per acquisire atti e documenti. Nella sentenza si legge "Negli anni 2004-2007 i responsabili del Comune hanno conferito e rinnovato un incarico a un soggetto esterno all'amministrazione, in assenza dei presupposti di legge...la condotta della giunta e del direttore generale ha fatto emergere responsabilità che configurano violazione della regolamentazione nazionale e comunale in materia, produttiva di danno economico dell'ente".Poi la sentenza viene impugnata: i giudici tornano a ritenere "legittimo l'incarico originariamente conferito, ma illegittime le successive proroghe" e il danno erariale viene ridotto a quasi 20mila euro, da spartire tra i soggetti coinvolti, in ordine di responsabilità. La nuova udienza in cui si discute, invece, il ricorso in appello si tiene lo scorso 12 aprile, ma i risultati non sono quelli sperati dai politici faugliesi, e neppure dall'ex segretario. «La sentenza appellata ha operato correttamente nel ritenere legittimo l'iniziale conferimento dell'incarico e anche le prime proroghe, negando invece la regolarità degli ulteriori conferimenti, perché erano venuti meno i requisiti di straordinarietà e temporaneità", continua il documento. Si parla di "inosservanza reiterata da parte degli amministratori e dello steso direttore generale di ben note disposizioni normative che limitavano fortemente il ricorso a collaborazioni esterne". I giudici, alla fine, accolgono solo la riduzione del risarcimento. «In base alla sentenza devono essere corrisposti anche gli interessi legali dalla data della sentenza stessa fino all’integrale soddisfo e che i soggetti coinvolti avrebbero dovuto provvedere anche al pagamento in parti uguali delle spese processuali», si legge ancora nella delibera di giunta faugliese.

Francesca Suggi

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