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Madonna dell’Acqua torna al suo splendore

Madonna dell’Acqua torna al suo splendore

Il santuario, dopo imponenti lavori di restauro, sarà inaugurato il giorno dell’Immacolata con una messa alla presenza dell’arcivescovo

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CASCINA. Il giorno della festa dell’Immacolata - domenica 8 dicembre - torna a nuova vita l’antico Santuario della Madonna dell’acqua. Un evento per la comunità di Cascina da sempre legata a questa chiesa anche come luogo significativo per la devozione mariana e come chiesa scelta per celebrare tanti matrimoni anche dalle coppie dei paesi vicini.

A distanza di quattro anni dalla sua chiusura, a causa di un cedimento strutturale del tetto che aveva messo in serio pericolo anche la stabilità del campanile e aveva reso inagibili la canonica e i locali parrocchiali, i lavori di ristrutturazione sono conclusi. In questi giorni l’impresa incaricata della ristrutturazione sta smontando le impalcature. Le famiglie della parrocchia hanno già ricevuto l’invito per partecipare all’inaugurazione, domenica prossima alle 17 con la messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto. «Riaprire il santuario – dice il proposto don Paolo Paoletti – significa per la nostra comunità recuperare uno spazio necessario per il cammino spirituale e le attività pastorali della parrocchia». In questi anni l’arcivescovo ha sostenuto e incoraggiato i lavori, trovando anche le risorse necessarie per conservare l’edificio. Il progetto di restauro è stato seguito dall’architetto Marco Malloggi, l’ingegnere Claudio Barandoni e dall’ingegnere Loriano Crecchi (direttore dei lavori). Tra qualche giorno saranno svelati i risultati di tanto lavoro. I lavori al Santuario della Madonna Dell'Acqua sono iniziati con la previsione di sostituire tutta la copertura perché pericolante a causa delle infiltrazioni di acqua che aveva danneggiato il legno delle capriate e di tante travi e travicelli. Strada facendo si è capito che gran parte di questa, grazie alle tecniche dì restauro moderne, anziché sostituita completamente poteva essere restaurata.

«Il restauro avrebbe consentito di mantenere le capriate originarie e tante travi conservando le pitture che i Frati avevano fatto nel secolo scorso», ha spiegato don Paoletti. Questa strada ha consentito risparmi sulla cifra inizialmente prevista.

«Approfittando del ponteggio che era necessario per la copertura, e grazie anche ai risparmi nel restauro, sono stati fatti quei lavori urgenti di cui le facciate del santuario ed il campanile avevano necessità. Anche le vetrate artistiche sono state restaurate perché i loro telai erano così malmessi da renderle pericolanti. Le campane sono in corso di restauro e presto saranno riportate a suonare», così illustra il lavoro eseguito il parroco.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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