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Pontedera

La “Sinfonia della menzogna” diventa un libro

La “Sinfonia della menzogna” diventa un libro

PONTEDERA. Quaranta opere inedite, venti letterarie e venti pittoriche, amalgamate insieme in un sinfonico abbraccio emozionale per raccontare il misterioso, scivoloso, voluttuoso tema della menzogna,...

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PONTEDERA. Quaranta opere inedite, venti letterarie e venti pittoriche, amalgamate insieme in un sinfonico abbraccio emozionale per raccontare il misterioso, scivoloso, voluttuoso tema della menzogna, parole e colori di altrettanti autori che qui, in questo volume nato dal primo concorso letterario dedicato alla balla come forma d'arte, si cimentano nell'impresa di illustrare, spiegare, scandagliare il perché e il percome l'uomo, da sempre, sente il bisogno, l'irrefrenabile desiderio di dire il falso, anche quando non serve, anche quando non è costretto da impetuose contingenze, pressato da spinose strettoie. Il titolo del concorso, “Sinfonia della Menzogna”, è diventato il titolo dell'elegante tomo che Manrico Mosti, ideatore del progetto, presenta oggi, alle 18, presso la galleria d'arte “Il Germoglio”, in via Guerrazzi a Pontedera, assieme ai pianisti Alessandro Lanini e Nada Capponi, che forniranno all'incontro un'adeguata scenografia sonora, e ai tanti protagonisti del libro, agguerriti artefici di un appassionante scavo psico-filosofico poggiante su presupposti sinceramente bugiardi (o bugiardamente sinceri? o tutt'e due?). Firme conosciute (tra le altre, quella del sindaco Simone Millozzi che, in sinergia coi colori di Paolo Grigò, ragiona di “Menzogne elettorali”; don Armando Zappolini, invece, pubblica il racconto “Ti piace vincere facile”, abbinato a un dipinto di Alberto Bongini) e sconosciute (appositamente selezionate dalla giuria del concorso) svelano il loro punto di vista sul parlar mendace. È chiaro che non bisogna aspettarsi verità ultime di qualsivoglia tipo o categoria. Il disarmante candore di una cristallina obiettività non è, non può essere tra queste pagine. E per fortuna: diversamente, questo gioioso trattatello sulla fenomenologia del bugiardo non sarebbe così riuscito. D'altra parte, Manrico Mosti lo ha scritto anche sugli inviti alla presentazione, citando una sua stessa massima: “Sprofondare nella verità potrebbe far male più di una menzogna”. Le uniche a non mentire, nella serata alla galleria “Il Germoglio”, saranno le note musicali: la voce di uno strumento è sempre sincera. Ma chissà poi se anche questo è vero fino in fondo. (a.l.)

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