Il Tirreno

Pontedera

Il ministro benedice il “Codice etico”

di Cristiano Marcacci
Il ministro benedice il “Codice etico”

«Il piano per la tutela ambientale e contro la concorrenza sleale può essere un prototipo per tutto il Paese»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. È stata più di una semplice “benedizione” quella del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando (nella foto di Franco Silvi con il sindaco Osvaldo Ciaponi), presente alla sottoscrizione del “Codice etico del distretto industriale di Santa Croce”, su cui hanno messo la firma enti locali, associazioni imprenditoriali e di categoria e parti sociali. Per Orlando e per il governo Letta il modello conciario santacrocese può e deve diventare un prototipo per il resto del Paese, per tutto quello che è “made in Italy”. Orlando è stato chiarissimo: «Oggi abbiamo di fronte a noi la dimostrazione di come l’evoluzione di un distretto può non solo affrontare i temi della produzione in atto, ma anche risanare un contesto. Il senso è quello della costruzione di un nuovo modello di sviluppo, che non significa tornare al passato ma ottimizzare le risorse, l’innovazione e le tecnologie per raggiungere l’obiettivo. Da Santa Croce è nata un’esperienza di grande interesse, sicuramente esportabile ad un contesto più ampio».

Il “Codice etico” vuole essere anche un modo per reagire alla congiuntura economica estremamente sfavorevole. Il sindaco Osvaldo Ciaponi lo ha spiegato benissimo nel suo intervento d’apertura: «Una delle conseguenze peggiori della crisi – ha evidenziato – è che si stanno abbassando i livelli di legalità, eticità e rispetto delle regole. Noi, invece, vogliamo alzare l’asticella di questi livelli e dei valori a cui occorre attenerci, che devono essere adeguatamente diffusi sul territorio».

Da oggi, dunque, sarà più difficoltoso fare concorrenza sleale alle imprese conciarie del distretto, un tema più volte dibattuto e rilanciato, in particolare dalle aziende contoterziste riunite sotto l’egida dell’Assa. La lealtà e la correttezza nello svolgimento del libero gioco della concorrenza sono infatti tra i 13 punti cardine su cui è incentrato il “Codice etico”. Gli altri sono: il principio di legittimità morale, l’equità ed eguaglianza, la diligenza, la trasparenza, l’onestà, la legalità, la riservatezza, l’imparzialità, l’assenza di conflitto d’interesse, la tutela ambientale, la protezione della salute, le pari opportunità.

«Quella che raccogliamo oggi – ha affermato il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni – è una sfida di tipo soprattutto culturale, che abbiamo scelto di abbinare alle nostre azioni quotidiane. Il “Codice etico” riveste un’importanza ancora maggiore dal momento che non è indotto da alcun obbligo di legge. Potevamo anche farne a meno, ma ci è sembrato giusto, in questa fase storica, assumere questo atteggiamento moralmente corretto».

Moralità ed eticità potranno quindi rappresentare un enorme valore aggiunto e saranno insieme una convenienza per tutti coloro che producono. L’iniziativa è stata notevolmente apprezzata dal prefetto di Pisa, dottor Francesco Tagliente, non a caso seduto al tavolo dei relatori insieme al coordinatore del comitato di distretto, l’assessore provinciale alle attività produttive Graziano Turini, il quale ha sottolineato l’importanza di un “Codice etico collettivo” «con cui si passi dal concetto di responsabilità sociale individuale a quello di responsabilità sociale del territorio (e quindi collettiva) attraverso la creazione di un distretto economico responsabile in grado di proiettare verso un sistema di valutazioni che coniughi sviluppo economico e benessere della comunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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CON L’INTERVISTA AL MINISTRO

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