Il Tirreno

Pontedera

Da Rossi una dote da 10 milioni di euro

di Manolo Morandini
Da Rossi una dote da 10 milioni di euro

Pontedera recupererà il 95% delle aree Piaggio dismesse. Il governatore: «Superate le previsioni iniziali»

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PONTEDERA. C’è il viale che si fa corso. Uno spazio urbano da vivere e su cui affacciano alcune delle eccellenze della città della Vespa. In zona Piaggio, nell’area dell’ex Dente, arrivano 10 milioni di euro di finanziamenti regionali per dare forma e sostanza a una nuova tappa del Progetto Pontedera. Quattro interventi di riqualificazione urbanistica di quelli che un tempo erano spazi dello stabilimento. «Nel conto vanno messe anche le aree e le strutture che il Comune cederà per la realizzazione dei progetti, che rappresentano oltre un quarto dell’importo complessivo», dice il sindaco Simone Millozzi. E così il conto finale arriva a sfiorare quota 16 milioni. «Una storia di successo, di recupero di vecchi capannoni a funzioni urbane qualificate, che è andata oltre le previsioni iniziali». A fare il bilancio è il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, che quel progetto lo ha ispirato e avviato all’epoca in cui amministrava la città. E oggi, con la firma di un apposito Accordo di programma, porta in dote dieci milioni di finanziamenti per segnare un ulteriore passo in avanti. L’obiettivo è l’appalto integrato di quelli che ad oggi sono progetti preliminari entro il 2014.

I progetti riguardano il collettore fognario, il parcheggio multipiano, la riqualificazione urbana di viale Rinaldo Piaggio e il laboratorio della robotica. Il tutto dove a breve aprirà la nuova biblioteca. «Entro primavera del prossimo anno», annuncia Millozzi. Lungo il viale affacciano già il Museo Piaggio, i laboratori del Sant’Anna, il centro di trasferimento tecnologico Pontech e una serie di altri servizi. Mentre il prossimo febbraio aprirà i battenti Pontlab. «Arriviamo a recuperare il 95% degli spazi lasciati liberi dal lavoro per convertirli a nuove funzioni».

C’è una doppia cifra. Gli investimenti che promettono una boccata d’ossigeno all’economia locale, ma anche la prospettiva di una città che vuole progettare il proprio futuro declinando il suo presente. La presenza del Gruppo Piaggio, infatti, resta un fattore fondamentale per la sua consistenza e per ciò che si lega alle produzioni nel territorio. Ma c’è anche altro. E lo dimostrano sebbene con numeri che non reggono il confronto con i circa 3mila addetti della Casa della Vespa, i posti di lavoro cresciuti in questi anni nell’ambito della ricerca, dei servizi alle aziende e in settori ad alta innovazione.

Sono i tecnici a declinare questa visione in idee progettuali. Ci sono la regia dell’Urban Center, illustrata da Andrea Mannocci, e il ruolo del Comune, declinato dal dirigente dell’urbanistica Massimo Parrini. Ma anche le idee selezionate attraverso un concorso internazionale. Quella dello studio Embt Tagliabue per la riqualificazione del viale Piaggio e di Natalini & Partners per il parcheggio multipiano. Ma anche la visione dello studio Archea per superare la frattura della città determinata dalla ferrovia con un avveniristico sovrappasso.

«È importante qualificare da un punto di vista estetico quello che c’è lungo il viale, per dare il segno che vi si trovano realtà avanzate », sostiene Enrico Rossi. Che conclude: «Siamo di fronte ad una nuova città che va curata e pronti per una terza fase: dovrà coinvolgere la Piaggio che deve rimanere legata a Pontedera. Solitamente nei recuperi di ex aree industriali si scade nel commerciale e nell’abitativo, ovvero nella ricerca della rendita. Qui non è accaduto, ma siamo invece di fronte a funzioni qualificate capaci anch’esse di creare occupazione e cultura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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