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“Un marito nero” Valentina lo voleva e ci ha scritto un libro

“Un marito nero” Valentina lo voleva e ci ha scritto un libro

PONSACCO. Il titolo, “Volevo un marito nero”, è provocatorio quanto basta. A mitigarne la carica tranchant ci pensa la foto di copertina, simpaticissima, in cui, tra sbuffi di candido tulle, compare...

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PONSACCO. Il titolo, “Volevo un marito nero”, è provocatorio quanto basta. A mitigarne la carica tranchant ci pensa la foto di copertina, simpaticissima, in cui, tra sbuffi di candido tulle, compare una coppia di sposini da torta di matrimonio, buffe statuine di cera rappresentanti novelli coniugi multietnici, sorridenti, abbracciati, pervasi di amorosa beatitudine. Lei bianca, lui di colore. Ma si tratta di un colore visibilmente farlocco, dichiaratamente posticcio.

Si capisce subito che quel visino sormontato da un impegnativo cilindro è stato dipinto alla bell'e meglio con inchiostro scuro: originariamente, uno pensa, doveva esser bianco pure lui, poi, di colpo (e in fretta: l'autentico incarnato chiaro continua a far capolino), qualcuno gli avrà artificiosamente alterato la pigmentazione. E infatti: è proprio così che è andata. I due sposini della foto si trovavano sulla torta di Valentina e Dany, convolati a nozze due anni fa. Lei bianca, italiana, di Ponsacco. Lui nero, della Repubblica Dominicana. «Quando arrivò il dolce, in cima c'era questa graziosa candela, che oggi è il nostro portafortuna. Solo che la coppia era al 100% caucasica, e Dany ha detto: “Un momento, io sono molto più nero di così!”. Abbiamo trovato un pennarello e dipinto il viso dello sposino. Ora la coppia era mista. Mista e felice. Come noi. Dovendo scegliere l'immagine per la copertina, non ho avuto dubbi: la nostra candela era perfetta». “Volevo un marito nero” (0111 Edizioni) è un lieve, profondo racconto autobiografico. Un'opera prima in cui l'autrice, Valentina Gerini, decide di condividere coi lettori le proprie passioni. Per il viaggiare, prima di tutto.

«Il libro nasce da lì, da esperienze di viaggio come assistente turistica. Fino a qualche anno fa ho lavorato per un tour operator. Ho girato il mondo, ma la vera scintilla si è accesa in Africa. Tante esperienze importanti, il senso del proprio percorso visto con occhi nuovi. Ho iniziato a mettere i miei pensieri per scritto, tenevo una specie di diario. Poi, l'arrivo nella Repubblica Dominicana: lì ho trovato l'amore. Dany è entrato a far parte della mia vita e delle mie pagine. Oggi siamo sposati da più di due anni e tre mesi fa è nata la nostra bimba, Amy». Da sempre, racconta Valentina (che domani presenta il volume all'Odeon di Ponsacco, alle 18, con Bernardo Venagli della libreria “Il Quadrato Magico”), «vedo la coppia ideale come l'incontro di due persone dalle radici tra loro estranee. La diversità è ricchezza. Ho sempre pensato di volere un fidanzato “straniero”: le cose da imparare, da insegnare, sono di più. Chi rimane abbarbicato ai pregiudizi, non sa cosa si perde. Più si è diversi, più si diventa migliori insieme. Questo è il messaggio che vorrei trasmettere».

Andrea Lanini

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