Il Tirreno

Pontedera

Servizio Informagiovani, i costi sono lievitati

di Francesca Suggi
Servizio Informagiovani, i costi sono lievitati

Volterra, accade dopo il passaggio dalla Società della Salute al Santa Chiara L’attività non ha vetrine web: annunci di lavoro consultabili solo su una bacheca

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. «Il nostro mezzo di comunicazione con l’esterno è al momento rappresentato dalla bacheca, che regolarmente aggiorniamo, ma che in termini di riscontro è alquanto inadeguata». Lo scrive il direttore del S. Chiara Fabrizio Calastri nella relazione 2012 sul funzionamento dell’Informagiovani.Si traduce che nel 2013 se una persona cerca annunci, offerte, possibilità sul mondo del lavoro deve recarsi fisicamente al centro polivalente le Spighe di via Roma: non esiste un portale ad hoc. «L’unica pagina del sito comunale dedicata riporta solo l’orario di apertura e un collegamento al portale Informagiovani Valdicecina: ciò costituisce una forte limitazione allo sviluppo del servizio, considerata la crescente diffusione nelle fasce più giovani della popolazione dei canali telematici».

Anche questo è scritto nella relazione che monitora il funzionamento dello sportello che da settembre 2012 il Comune affida all’azienda servizi alla persona S. Chiara. A luglio dello stesso anno, infatti, si conclude il rapporto contrattuale di area degli sportelli Informagiovani dell’Alta Valdicecina gestito dalla Società della Salute. Da quel momento in poi ogni Comune ha scelto una strada: Castelnuovo e Montecatini lo chiudono. Pomarance, invece, partecipa al progetto regionale Giovani Sì (in tandem con l’Uncem), ottiene un finanziamento di 10mila euro annui e con quei contributi sta gestendo il servizio per 20 ore la settimana, diventando il referente per l’Alta Valdicecina (in Toscana sono 21). Questo era pure l’obiettivo, non centrato, dello sportello Informagiovani di Volterra: sta scritto nella convenzione stipulata tra il Santa Chiara e il Comune. Il Colle ha partecipato al progetto regionale? «Purtroppo i finanziamenti per l’istituzione di nuovi punti informativi sono sospesi e al momento non ci sono indicazioni da parte della Regione», si legge ancora nella relazione del direttore. Comunque siano andate le cose, oggi Pomarance non spende 1 euro a bilancio per far funzionare lo sportello, ricorrendo ai fondi regionali. Per Volterra la situazione è diversa: per mandare avanti l’Informagiovani, il S. Chiara riceve annualmente 16.577 euro dal Comune, da gennaio a dicembre di quest’anno (i costi di gestione: acqua, luce, telefono pulizie sono in capo all’amministrazione). In passato, con la gestione Società della Salute, attraverso la cooperativa Idealcoop i costi erano differenti: nel bando del progetto di area 2011 la Asl metteva a disposizione, per l’intera copertura dei 5 sportelli di area, 24mila euro (più le compartecipazioni dei singoli comuni): la torta non si divide in parti uguali, il Colle ha una quota maggiore delle altre. All’epoca Volterra girava alla Società della Salute circa 5mila euro per la sua parte. Due conti: oggi il servizio sulle spalle dei volterrani pesa economicamente di più.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa