Sicurezza
Licenziati e in vendita gli asini spazzini
Dopo 4 anni di lavoro a 4 zampe, torneranno in strada i mezzi meccanici. Il sindaco: per noi è un servizio anti economico
SANTA MARIA A MONTE. Quello di dicembre sarà il loro ultimo mese di lavoro, per poi lasciare spazio, da gennaio, al ritorno dei mezzi meccanici. Dopo più di quattro anni di servizio, la giunta di Santa Maria a Monte, guidata dal nuovo sindaco Ilaria Parrella, annuncia ufficialmente il “licenziamento” degli asini-spazzini: 12 esemplari in tutto, di cui 4 resteranno alle associazioni che li hanno gestiti in questi anni, mentre gli altri 8 saranno messi in vendita, attraverso un apposito bando che darà il diritto di precedenza alle associazioni no profit e ai privati residenti sul territorio comunale. Si chiude così uno di capitoli più curiosi e controversi che segneranno a lungo il ricordo dell’amministrazione Turini. Un po’ di storia. Una novità assoluta che Santa Maria a Monte aveva esportato in Toscana nel 2009. Secondo comune in Italia, dopo quello di Castelbuono in Sicilia, a dotarsi di operatori ecologici a quattro zampe: 7 alla partenza del servizio (il 20 luglio 2009), poi saliti fino a 12, che ogni mattina erano incaricati della raccolta porta a porta dei rifiuti in tutte le strade del capoluogo e successivamente anche in quelle di Montecalvoli. Un servizio effettuato con la collaborazione di due cooperative sociali, che avevano permesso il coinvolgimento nel progetto di persone dal passato complicato e di ragazzi con difficoltà. Una valenza sociale, tuttavia, che non è mai bastata a spegnere i dubbi e le perplessità sul servizio, tanto che la sua cancellazione era stata uno i punti principali della campagna elettorale della lista “Santa Maria a Monte Viva” guidata da Parrella. Le motivazioni. «Com’è noto – spiega il nuovo sindaco – riteniamo che questo servizio non sia né economico né uno strumento di valorizzazione del nostro Comune. L’unico aspetto positivo era quello sociale: per questo nella vendita degli asini abbiamo dato il diritto di prelazione a due associazioni che continueranno ad utilizzarli per le loro attività, cercando di collocare tutti gli altri all’interno del nostro Comune, in modo da salvaguardare il legame con il nostro territorio». «È un scelta in coerenza – aggiunge il vicesindaco Manuele Del Grande – non tanto perché ce l’avessimo con gli asini, ma alla luce della battaglia che abbiamo condotto negli anni contro un sistema di raccolta che ha generato aumenti per i cittadini». La vendita. Da qui la vendita degli animali, di cui 4 sono già stati ceduti (2 a testa) al Club ippico Santa Maria a Monte, che in questi anni ha ne gestito la custodia, e alla cooperativa Ambiente e Servizi Valdarno che si occupava della raccolta. «Gli altri 8, tutti identificati con nome e microchip – spiega l’assessore all’ambiente Elisabetta Maccanti - vengono messi in vendita con un apposito bando che cerca di salvaguardare il loro benessere». Tre degli 8 esemplari, di razza amiatina, sono venduti al costo di 600 euro, per gli altri la cifra è di 400. Il bando privilegia innanzitutto le associazioni no profit e gli enti con sede nel Comune di Santa Maria a Monte, seguiti dai privati residenti sempre nel territorio comunale. «Attraverso il sito del Comune – prosegue Maccanti – è possibile scorrere le foto, i nomi e tutte le informazioni sugli animali». L’operazione, comunque, avrebbe già raccolto un buon interesse, e la giunta esclude che possa cadere nel vuoto. Il futuro. Intanto gli asini continueranno ad effettuare la raccolta fino alla fine dell’anno. Entro il 27 dicembre, però, la giunta dovrà sottoscrivere un nuovo contratto per il servizio di raccolta che partirà dal primo gennaio. «Gli asini – dice il sindaco Parrella – avevano contribuito non poco all’aumento delle tariffe. Dal 2014 la nostra intenzione sarà quella di estendere il più possibile il servizio di raccolta porta a porta limitando quello a cassonetto. Il nostro Comune in questi anni è rimasto troppo indietro rispetto agli altri: basti pensare che abbiamo appena il 42% di raccolta differenziata. Partiamo quindi da una situazione tutt’altro che facile. Il nostro obiettivo, molto ambizioso, sarà quello di aumentare la differenziata con il porta a porta, cercando al tempo stesso di limitare e se possibile di abbattere le tariffe».
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