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Pontedera

L’aumento delle pelli grezze continua ad essere una mannaia

L’aumento delle pelli grezze continua ad essere una mannaia

Il costo delle materie prime è cresciuto fino al 100% L’allarme delle aziende durante il tour del sindaco

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PONTE A EGOLA. Un comparto che resiste agli attacchi della crisi e che reagisce a colpi di qualità, soffrendo però, e non poco, il peso del costo delle materie prime, lievitate ad un ritmo vorticoso negli ultimi anni. Dal 2009 ad oggi l’aumento delle pelli grezze è salito in alcuni casi anche del cento per cento. Giustamente i conciatori locali lo fanno presente ad ogni occasione e anche ieri questo aspetto è stato dibattuto. I primi a metterlo in evidenza sono stati i titolari della conceria “Montana” di Ponte a Egola, Mauro Fiaschi, Marta Ghizzani e suo zio Sergio, uno dei pionieri della concia del distretto. Loro lavorano ben 1.200 pelli di bovino adulto al giorno, tutte dalla Francia. La conciatura avviene “al vegetale”, cioè senza cromo, utilizzando estratti importati dal Brasile. «Il rapporto coi nostri clienti – ha precisato Fiaschi – è interamente basato su capitolati molto severi, comprensivi delle certificazioni con cui viene attestato l’uso di prodotti naturali».

Il vescovo si mostra interessatissimo alla lavorazione e stringe la mano a tutti i dipendenti alle prese coi macchinari. Sorride mentre qualcuno gli racconta che talvolta dalla “Montana” escono anche le pelli destinate a qualche cintura per i frati o a qualche paio di sandali per frati o suore.(crimar)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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