Sicurezza
Fino in Thailandia per allevare i coccodrilli
CASTELFRANCO DI SOTTO. Entrarci dentro e poterla visitare è sicuramente un’esperienza unica. È come toccare con mano il lusso più sfrenato (come definire le borse che, una volta sistemate nelle...
CASTELFRANCO DI SOTTO. Entrarci dentro e poterla visitare è sicuramente un’esperienza unica. È come toccare con mano il lusso più sfrenato (come definire le borse che, una volta sistemate nelle vetrine delle boutique più prestigiose del mondo, arrivano a costare decine di migliaia di euro?). In via dei Campi Alti a Castefranco di Sotto c’è la più grande (in tutto, si tratta di diecimila metri quadrati!) conceria del mondo che lavora pelli di rettile ed esotiche. È la “Caravel Pelli Pregiate Spa”. È di proprietà del Gruppo Gucci, ma al timone la multinazionale ha voluto mantenere i precedenti titolari. L’esperienza e le competenze accumulate nel corso degli anni dai fratelli Alessandro e Andrea Dolfi (proprietari della lanciatissima squadra del Tuttocuoio in Seconda divisione di Lega Pro) rappresentano infatti un patrimonio indispensabile per tenere ancora alta la bandiera del “made in Italy” in tutto il pianeta. E i manager di Gucci lo sanno meglio di tutti. La “Caravel” fattura all’anno circa 58 milioni di euro e nel maxi stabilimento di Castelfranco di Sotto ha stoccato un qualcosa come un valore di quaranta milioni di pelli. Quando si ha a che fare con coccodrilli, pitoni, alligatori e struzzi si fa presto ad impennarsi con i costi e con i prezzi. Basti pensare al fatto che un centimetro lineare di pelle di coccodrillo (dalla quarta squama in poi) ha un costo al grezzo di 24 dollari. Una pelle intera, di media grandezza, supera tranquillamente i 1.500 euro.
L'obiettivo di “Caravel” è sempre stato quello di produrre un tipo di pellame da utilizzare per la manifattura degli oggetti in pelle più esclusivi del mondo, ed è quindi indispensabile non concedere spazio ai compromessi: tutto, a Castelfranco, deve essere semplicemente il meglio della tecnologia a disposizione, per lavorare con la massima perfezione le pelli di alligatore che arrivano dalla Louisiana, di coccodrillo dall’Africa, di pitone dall’Asia, di caimano dal Sud America e di struzzo dal Sudafrica.
Tra qualche mese la “Caravel” sbarcherà addirittura in Thailandia, dove, con la benedizione del Wwf International che ha certificato il progetto, realizzerà un allevamento di coccodrilli dando lavoro a circa trecento persone.(c.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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