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Senza casa, né lavoro costretto a dormire dentro la stazione

BUTI. Senza casa e senza lavoro. Ma soprattutto senza la possibilità di vivere accanto ai propri figli. Sono i drammi di Vincenzo Filangeri, 48 anni. Da mesi è costretto a dormire per strada e da...

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BUTI. Senza casa e senza lavoro. Ma soprattutto senza la possibilità di vivere accanto ai propri figli. Sono i drammi di Vincenzo Filangeri, 48 anni. Da mesi è costretto a dormire per strada e da poche settimane ha trovato un giaciglio di fortuna nella sala d’attesa della stazione di Cascina. «La notte è aperta e posso dormire lì» racconta.

Vivere all’addiaccio è comunque massacrante in questa stagione. Vincenzo non ce la fa più. E urla tutta la sua rabbia verso le istituzioni. «Abitavo a Cascine di Buti e sono andato più volte in Comune per chiedere aiuto, sia dal sindaco che dall’assessore alle Politiche sociali. Ma nessuno ha mai fatto niente per me. Non posso più lavorare perché sono senza patente ed ero camionista. Ho chiesto mille volte di poter imbiancare, tagliare l’erba, qualche lavoretto per avere un reddito minimo che mi garantisse non dico di vivere, ma almeno di sopravvivere». Dal 20 giugno la situazione è peggiorata, perché Vincenzo non ha più la residenza nel Comune di Buti. «E se non ho la residenza mi dicono che non ho diritto nemmeno all’assistenza sociale. Ma cosa devo fare? Abitavo a Cascine con mia moglie e tre figli e ora mi trovo in mezzo alla strada. Mi sono rimasti pochi euro in tasca e per mangiare devo fare affidamento su amici e conoscenti. Non posso muovermi perché non ho la patente. Per fare una doccia vado alla Misericordia di Cascina. Per quanto ancora devo umiliarmi a elemosinare un pezzo di pane? Sono un cittadino italiano, ho sempre pagato le tasse e ho il diritto di essere ascoltato». Vincenzo potrebbe cercare di rifarsi una vita altrove. Ma non riesce a immaginarsi lontano dai propri figli. «Ho parenti al nord – dice – ma qui ho 2 bambini, uno di 9 anni e l’altro di 5 anni e mezzo. Sono la mia ragione di vita e non ho il coraggio di allontanarmi». Dal Comune di Buti spiegano che Vincenzo Filangeri è stato seguito dai programmi di assistenza sociale. «Finché era residente qui gli abbiamo dato il supporto possibile, comprese alcune soluzioni per un alloggio. Ma se non ha la residenza purtroppo non possiamo fare niente».

Lorenzo Lazzerini

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