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San Miniato reagisce e il commercio torna a vivacizzarsi

San Miniato reagisce e il commercio torna a vivacizzarsi

Nuove aperture, progetti di espansione e rinnovi di locali: parlano coloro che hanno sfidato la crisi a testa alta

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SAN MINIATO. È un dato in controtendenza quello che arriva dal commercio sanminiatese. Nonostante le gravi difficoltà del settore e le incertezze sul futuro, la città della Rocca, un po’ a sorpresa, si rivela capace di attirare iniziative e progetti, sicuramente più che in passato. All’indomani della 43esima Mostra Mercato del Tartufo, il tessuto commerciale di San Miniato si scopre più ricco, con nuove aperture, rinnovo di locali e progetti di espansione, a dimostrazione del potenziale di una città su cui in tanti dimostrano di credere. E lo si capisce anche dai diretti protagonisti: i volti della sfida alla crisi che nella roulette del commercio hanno scommesso sul centro storico.

L’ultimo traguardo, in ordine di tempo, è stata la riapertura della libreria “Il Barbagianni”, passata in gestione alla giovane Irene Vezzi, pontaegolese, che venerdì ha inaugurato i nuovi locali interamente rinnovati. Un legame iniziato da cliente, «da accanita e appassionata lettrice – racconta – perché quella libreria mi aveva sempre affascinato, per il rapporto confidenziale tra proprietari e clienti, così diverso dall’accoglienza professionale ma più fredda delle grandi librerie. Avendo saputo che i precedenti proprietari, per mancanza di tempo, avevano deciso di chiudere l’attività, mi sono ritrovata un po’ per scherzo e un po’ per gioco a fantasticare sull’idea di diventarne io stessa la proprietaria». Quasi accanto ha trovato casa il primo store del tartufo aperto dalla famiglia Gemignani, forte di una tradizione di quasi un secolo. Ogni giorno almeno un chilo di tartufo fresco, rigorosamente di San Miniato: «L’obiettivo è quello di valorizzare il prodotto locale – spiega Filippo Gemignani –. Siamo davvero soddisfatti di queste prime settimane di apertura: in tanti ci hanno visto per la Mostra e poi sono tornati in settimana per acquistare il tartufo con calma». Dal tartufo alla birra, invece, con la birreria “Birra e Acciughe” di Maria Luisa Zoni, fiorentina, che ha trasformato così l’ex negozio di abbigliamento vintage in via Conti. «Offriamo in prevalenza birre belghe – racconta – da abbinare con stuzzichini e panini. Abbiamo scelto San Miniato per la sue potenzialità ancora da sfruttare». Un tuffo nella toscanità, invece, con La Prosciutteria, che ha aperto i battenti nei locali dell’ex lavanderia di fronte ai loggiati di San Domenico. Dietro il bancone Marco Micheli, già titolare di una trattoria in Maremma. «L’idea è stata quella di una bottega con cucina – spiega –: ogni giorno, oltre ai panini da realizzare con i nostri salumi, offriamo anche un piatto della tradizione toscana: dalle zuppe alla trippa, dal lampredotto alla pappa al pomodoro. Il tutto all’insegna della socializzazione che sarà il tratto distintivo del locale». Pochi metri più avanti è in piena rivoluzione l’ex cartoleria davanti ai loggiati, che la titolare Chiara Francolini sta trasformando nel negozio “A’ Portici” specializzato in alimentari e casalinghi. Entro l’anno, inoltre, troveranno una nuova destinazione anche gli ex locali di Pietrone Antichità in via IV Novembre, con l’apertura dello studio di design e progettazione Vano Alto di Vittorio Cavallini e Paola Mariani. Progetto avanzato e suggestivo, infine, per il bar-pizzeria “La Cantina del Fondo”, che tra la fine dell’anno e i primi del 2014 realizzerà una terrazza panoramica direttamente affacciata sulla valle del Cencione, con una struttura da 51 metri quadri oltre la balaustra di corso Garibaldi. «Abbiamo già tutti i permessi, anche dalla Soprintendenza – spiega la titolare Barbara Bagnoli –. È un investimento soprattutto per i turisti: un luogo dove servire prime colazioni, pizze e primi piatti nel cuore della città e di fronte a uno splendido panorama».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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