Gioco
Nella villa c’era un ragazzino i banditi l’hanno strattonato
Rapina a Ceppaiano: il figlio della compagna del proprietario era nella casa Era tornato da Londra. «Una città pericolosa, lo volevo con me» dice la madre
CRESPINA. Quella frase detta dai banditi, a un certo punto della serata, ancora turba l’avvocato Rolando Rossi e la sua famiglia.
Il riferimento ai figli è stato diretto. «Se venivamo ieri sera a casa c’erano anche i bambini», pare abbia detto uno dei rapinatori a un suo compagno.
E, in realtà, i figli dell’avvocato Rossi, nella villetta di Crespina, presa d’assalto da un commando di banditi armati, non c’erano.
Ma un ragazzo, nella casa, c’era. Il figlio quattordicenne della compagna del professionista - che ha uno studio legale a Pisa - che era tornato da pochi giorni da Londra. Era lì per fare un’esperienza. Ma la madre era preoccupata. Londra - ha raccontato la donna alle persone che le stanno vicina - è una città pericolosa. I banditi se lo sono trovato davanti all’improvviso, mentre stava uscendo da una stanza. Lo hanno strattonato, per allontanarlo.
Nella villa di Cappaiano di Crespina, dove l’avvocato Rolando Rossi vive con la sua compagna, i suoi 2 figli e i suoi anziani genitori, i banditi hanno fatto irruzione intorno alle 21,30. «Erano armati di pistole e di coltelli – raccontano il professionista, rivivendo la scena di quei momenti terribili – abbiamo sentito un botto, ci siamo voltati per capire cosa fosse successo e ci siamo trovati davanti quegli uomini con le armi puntate contro di noi».
È il racconto che l’avvocato ha fatto, più di una volta ai carabinieri che stanno raccogliendo elementi per portare avanti le indagini. Gli uomini che hanno agito nella villetta di Crespina erano 7. Almeno quelli che hanno agito al’interno della casa. Devono aver preparato il colpo da diverso tempo. Forse erano pronti ad entrare in azione già domenica sera, ma la presenza dei due figli dell’avvocato, può averli fatto desistere. Professionisti. Questa è l’idea che si sono fatti gli inquirenti. Proprio per la modalità che hanno usato nel mette a segno il loro colpo.
Le testimonianze raccolte e, ancora una volta, il modo di agire, fa supporre che i banditi fossero tutti dell’Europa dell’Est. Forse Kossovo.
Hanno minacciato e picchiato i componenti della famiglia che si trovavano nella casa a quell’ora, fino a che sonon sono riusciti a farsi consegnare quello che cercavano: soldi, oro, gioielli, orologi preziosi.
Un atteggiamento che ha avuto la conseguenza di paralizzare, dalla paura, gli occupanti della casa e di farsi consegnare il bottino che, a quanto pare, è di valore consistente. Le indagini stanno proseguendo in tutte le direzioni. I carabinieri della compagnia di Pontedera, intervenuti la sera della rapina, sono tornati sul posto anche ieri. E stanno mettendo in relazione i fatti di Ceppaiano con quelli di altri episodi simili nella nostra zona.
Emilio Chiorazzo
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