Il Tirreno

Pontedera

I pomodori dell’orto si beffano di “Attila”

di Cristiano Marcacci
I pomodori dell’orto si beffano di “Attila”

Impianto innovativo all’azienda agricola Meazzini di Crespina: le piante crescono fino a gennaio grazie ai bruciatori a pellet

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di Cristiano Marcacci

CRESPINA. In pochi giorni “Attila” (così è stata chiamata l’ondata di aria fredda proveniente dal mar Baltico) ci ha fatto piombare improvvisamente nell’inverno, ma si è dovuto fermare a Crespina, allentando i suoi effetti di fronte alle serre dell’azienda agricola “Fratelli Meazzini”, già nota per non usare alcun tipo di ormone e per la prelibatezza delle fragole e dei pomodori. Grazie ad un metodo innovativo applicato agli ortaggi per la prima volta nella provincia di Pisa, Gianfranco e Giampaolo Meazzini potranno coltivare, far crescere e vendere i loro pomodori fino all’incirca al 15 gennaio. Le serre sono infatti riscaldate tramite dei generatori di aria calda ad energie rinnovabili ed evitando il brusco calo della temperatura permettono il prolungamento delle coltivazioni. «Questi macchinari – ci spiega Gianfranco Meazzini – bruciano principalmente pellet, ma possono funzionare anche con cippato, nocciolino di oliva e altro. Questo tipo di impianto ci ha consentito di tornare a riscaldare le serre, cosa che negli ultimi tre anni non era avvenuta a causa dei costi proibitivi del gasolio. Ora, invece, siamo tornati a dei costi di riscaldamento contenuti, a produrre anche fuori stagione e ad essere di nuovo competitivi, oltre ovviamente ai vantaggi sull’impatto ambientale».

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