La manifestazione
Fiume inquinato da giorni esposto del Comune
Crespina, acque marroni e maleodoranti all’origine della denuncia Il sindaco: si suppone che siano scarti di frantoio smaltiti illegalmente
CRESPINA. Difficile che passi inosservato quel coloraccio che scorre via. Uno, due, tre giorni: il fiume Crespina è irriconoscibile in quella mise, marrone e maleodorante. L’alterazione fa scattare l’allarme in tutto il paese: piovono telefonate di segnalazione sia ai vigili urbani che all’amministrazione comunale. «Subito ci siamo allertati: è evidente che l’ipotesi più accreditata è quella di inquinamento ambientale da parte di qualcuno che ha scaricato illegalmente sostanze nel fiume», commenta a caldo il sindaco di Crespina, Thomas D’Addona.
Dalle parole ai fatti: la polizia municipale del paese inoltra un esposto di denuncia, ufficiale, alla procura. L’obiettivo è quello di arrivare a capire la natura dell’alterazione, per perseguire gli autori dello scempio ambientale.
L’Arpat si muove sin da subito: i rilevamenti delle acque vengono fatti prontamente e adesso si attendono i risultati. Eppure una prima analisi già circola nel comune. Un’analisi che potrebbe coinvolgere nello sversamento, il vicino borgo di Lari: il fiume Crespina, infatti, nasce a Usigliano e sfocia dentro lo Scolmatore a Lavoria .
«Dall’odore delle acque si suppone che lo sversamento arrivi da qualche frantoio di zona, visto che siamo in periodo di frangitura – va a fondo il sindaco D’Addona –. Questi scarti, invece di essere smaltiti secondo la procedura fissata per legge, potrebbero essere finiti illegalmente nel fiume, permettendo all’autore di risparmiare un po’ di soldini rispetto ai costi regolari di smaltimento».
A detta del primo cittadino, il “suo” comune risulta sprovvisto di frantoi. Per questo i vigili urbani crespinesi, in collaborazione con i colleghi di Lari, spulceranno le attività che hanno a che fare con le olive nel vicino borgo.
«Per fortuna non si tratta di roba stile uranio impoverito, bensì di scarti sicuramente organici: ciò non toglie che chi è stato deve essere punito come la legge prevede», continua. «Sicuramente qualche automezzo ha svuotato le cisterne nel fiume, invece di farlo secondo normativa, da qui le acque che si sono tinte di marrone con il classico odore di frantoio». E ancora: «Tra le varie segnalazioni ricevute ringrazio anche il consigliere di minoranza Matteo Fenzi per essersi subito interessato al problema», aggiunge. D’Addona tiene a sottolineare che, a memoria, non ricorda eventi del genere nel recente passato.
A giorni i risultati dell’Arpat arriveranno: saranno fondamentali per inchiodare l’autore del reato di inquinamento ambientale. Se è vero che nel territorio guidato (almeno fino a fine anno, poi si avvia la fusione con Lorenzana) dal sindaco D’Addona, non ci sono frantoi, la logica vuole che gli occhi di chi controlla siano puntati su Lari. Il fiume nasce a Usigliano, lì attività legate alla frangitura ci sono: saranno i vigili urbani del comune amministrato da MirkoTerreni a risalire ai colpevoli dello smaltimento illegale di scarti organici nelle acque del fiume Crespina, corso d’acqua che dà proprio il nome al comune.
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