La manifestazione
Errori medici nel parto 2,4 milioni di risarcimento
Li dovrà pagare l’Asl 5 ad una famiglia della Valdera sulla base di una sentenza della Corte d’Appello. L’ipoglicemia nel neonato si verificò nel 1992
PONTEDERA. Un risarcimento milionario sarà pagato dall’Asl 5 di Pisa per un errore medico avvenuto all’ospedale Lotti circa venti anni fa. Tra un processo e l’altro la parola “fine” all’iter per il risarcimento è arrivata a distanza di venti anni dal fatto.
La gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 di Pontedera, oggi inglobata nell’Asl 5 di Pisa, è stata condannata dalla Corte di Appello di Firenze ad un maxi risarcimento, di quasi 2 milioni e quattrocentomila euro. La delibera del direttore generale con cui si recepisce la sentenza e con cui si dispone il pagamento è di questi giorni. E si spiega che il risarcimento è destinato ad una famiglia della Valdera per un parto avvenuto all’ospedale di Pontedera, in cui si verificò un caso di ipoglicemia nel neonato. Una condizione che, se non curata correttamente, può causare danni anche di tipo celebrale al bambino. I neonati infatti hanno bisogno di glucosio per produrre energia e la maggior parte del glucosio viene usato dal cervello. Nelle aule dei tribunali la battaglia legale inizia nel 2001 ma in realtà si fa riferimento al parto avvenuto il 28 maggio 1992, quando all’ospedale di Pontedera, all’epoca gestito dall’Usl 16, nasce un bambino che oggi ha 21 anni. Nove anni dopo, nel 2001, i genitori citano in giudizio la gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 di Pontedera per essere risarciti dei danni subiti in seguito alle errate cure prestate durante la nascita del loro figlio.
Il no dell’assicurazione ad occuparsi del risarcimento innesca il solito iter. Assitalia, la compagnia assicurativa, non paga il danno, ma garantisce comunque il massimale previsto dalla copertura assicurativa pari ad un miliardo delle vecchie lire se previsto da una sentenza. In primo grado, a Pisa, il giudice rigetta completamente la tesi accusatoria dei genitori sulla base della consulenza tecnica di ufficio. La famiglia ricorrere in appello, mentre la gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 decide di resistere. In appello la sentenza viene ribaltata. I giudici di secondo grado di Firenze, dopo aver disposto una nuova consulenza tecnica di ufficio su richiesta dei genitori, rivedono completamente la sentenza di primo grado e condannano la gestione liquidatoria dell’ex Usl 16, che nel frattempo è stata inglobata dall’Asl 5 di Pisa e che ha come commissario l’attuale direttore generale Rocco Damone. La sentenza della Corte d’Appello di Firenze è del 31 luglio scorso, mentre la notifica all’Azienda sanitaria è dello scorso primo ottobre. La nuova consulenza tecnica di ufficio predisposta dai giudici di secondo grado rende note le motivazioni del ribaltamento della sentenza di primo grado e ricostruisce in parte la vicenda. Nella delibera dell’Asl 5 che dispone il maxi risarcimento si ammette lo sbaglio del personale. Alla famiglia saranno versati 2.366.267,41 euro.
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