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Elezioni “fantasma”: sprechi e caos nei feudi della bonifica

Elezioni “fantasma”: sprechi e caos nei feudi della bonifica

Sabato si vota per il rinnovo dei sei consorzi: in pochissimi andranno ai seggi ma le spese sono di almeno 650mila euro

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Dovrebbero curare i nostri fiumi, proteggerci dalle alluvioni, pulire i boschi sui versanti delle montagne, i fossi invasi da rifiuti o coperti dal cemento, rinforzare gli argini o costruire dighe e ponti. Dovrebbero fare un sacco di cose, i consorzi di bonifica, per disinnescare frane, esondazioni, allagamenti che ogni anno si ripetono in Toscana. E farlo grazie alle nostre tasse. In realtà finora hanno speso la metà dei soldi per il personale e burocrazia. Hanno impiegato "sul campo" solo un terzo dei loro 501 dipendenti, il resto è rimasto alla scrivania. Si sono affermati più come piccoli centri di potere che come organi di difesa del suolo, sultanati locali in grado di distribuire appalti e risorse sul territorio. Nell'immaginario collettivo, carrozzoni.

E il rischio è che sabato 30 questi "enti" riconfermino la loro natura. Dalle 8 alle 20, 1.441.770 toscani sono chiamati ad eleggere i "parlamentini" dei nuovi consorzi, passati da 26 a 6 con la legge di riforma regionale 79 del 2012, ma sull'election day si sta scatenando il caos. Con i partiti e le associazioni che già minacciano battaglia. In teoria sarebbero quasi un milione e mezzo i toscani chiamati al voto per legegre i consigli direttivi dei nuovi consigli di bonifica in 349 seggi. Ma l'impressione è che si tratti anche stavolta di elezioni fantasma che costeranno però almeno 650mila euro. Pochissimi degli aventi diritto al voto - cioè i proprietari di immobili che beneficiano dei lavori di manutenzione - hanno ricevuto le lettere. Ma anche tra chi le ha ricevute la partecipazione al voto non sarà di certo alta. Voi sapete cosa sono? Andrete a votare? Il Tirreno ha avviato un'operazione-trasparenza sui consorzi di bonifica. Dateci una mano con segnalazioni, opinioni, contributi video, foto. Il nostro impegno è quello di combattere gli sprechi di denaro pubblico e la creazione di piccoli centri di potere per “burosauri”.

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