Il Tirreno

Pontedera

Licenziamenti in conceria la “Tre Gazzelle” in bilico

di Giacomo Pelfer
Licenziamenti in conceria la “Tre Gazzelle” in bilico

Castelfranco di Sotto: nata nel 1962, è stata la prima azienda ad insediarsi nel nuovo macrolotto industriale. Lavora pellame per il settore dell’arredamento

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO DI SOTTO. È un finale di 2013 che continua a riservare brutte notizie per il comprensorio. L’ultima arriva da Castelfranco, dove da un paio di giorni si rincorrono voci preoccupate sulla sorte di un’azienda storica per il distretto, ridimensionata rispetto al passato ma comunque di indiscusso valore, anche simbolico. È la conceria Tre Gazzelle in via dell’Industria, nel cuore del macrolotto industriale castelfranchese. Une delle pochissime aziende del distretto toscano specializzate principalmente nella produzione di pellame per il settore dell’arredamento. Un ramo fatto di regole proprie e per certi versi più complesso, che a detta di molti rende ancora più difficile la sfida per tenere il passo del mercato. Sette in tutto i dipendenti della conceria, di cui due impiegati e cinque operai, già in cassa integrazione ordinaria da un paio di settimane, ai quali il titolare, lo scorso venerdì, avrebbe comunicato l’imminente licenziamento, spiegando che le lettere per la cessazione del rapporto di lavoro erano già state inviate. Una notizia confermata anche dai sindacati.

Resta da capire, tuttavia, quale sarà la sorte della conceria e se si andrà o meno verso una vera e propria cessazione dell’attività. Chiamando in azienda non riceviamo conferme ma nemmeno smentite: una voce femminile, dall’altra parte del telefono, ci spiega che «in un momento come questo c’è davvero poca voglia di parlare», declinando così la nostra richiesta di farci passare il titolare Sergio Sani. Negli ultimi giorni la notizia è stata accolta con allarme, soprattutto dai tanti che ci descrivono la Tre Gazzelle come una conceria di ottimo livello e tecnologicamente avanzata. Nata nel 1962, l’azienda è entrata a far parte nel ’94 del Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale. È stata la prima, inoltre, ad inaugurare con un edificio nuovo e moderno il macrolotto industriale di Castelfranco, abbandonando la precedente sede in via Sant’Andrea a Santa Croce. Una storia, tuttavia, che purtroppo non è diversa da quella di tante altre aziende di zona. Poche settimane fa aveva chiuso i battenti la storica conceria Niger di Santa Croce, lasciando a casa in un colpo 21 dipendenti, in gran parte giovani, mentre dalla stessa cittadina del Cuoio e da Ponte a Egola continuano ad arrivare notizie di altri imprenditori pronti a fare altrettanto nel giro di pochi mesi. Aziende valide per qualità e capacità produttiva, che sembrano soffrire innanzitutto una crisi di liquidità che impedisce di reggere il passo del mercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore