La protesta
«La visita? Alla fine dell’attività sportiva»
Denuncia una mamma: una lunga attesa per fare a mio figlio che gioca a basket i controlli cardiologici
PONTEDERA. «Ho telefonato all’Asl per prenotare una visita cardiologica pediatrica. È per mio figlio che svolge attività sportiva. Mi hanno dato appuntamento al 26 maggio: quattro giorni dopo l’attività di mio figlio finisce».
La denuncia è di una signora di Ponsacco, madre di tre figli. «Uno, il più grande – racconta – fa basket, alla polisportiva Bellaria di Pontedera – ha un lieve e insignificante problema al cuore. E dobbiamo tenerlo sotto controllo. Il certificato che viene rilasciato dal medico di famiglia, e che è richiesto dalle società sportive è importante, ma certe situazioni, per non trovarsi a problemi più seri, vanno tenuti sotto controllo. Per questo motivo, ho deciso di sottoporre mio figlio a una elettrocardiogramma pediatrico. Ma la data che mi ha proposto l’Asl è inutile, è proprio a ridosso della conclusione dell’attività sportiva».
La soluzione che la giovane madre di Ponsacco si prospetta è quella di effettuare l’esame in un istituto privato. «Ma questo significa spendere dei soldi. E se penso che ho tre figli e moltiplico per tre le loro esigenze, economicamente tutto diventa pesante. Le liste d’attesa, quando si tratta di prestazioni pediatriche, sono assai più lunghe nella sanità pubblica».
la donna porta anche un altro esempio, per far capire i motivi della sua protesta. «La bambina – racconta – aveva un problema agli occhi e doveva affrontare una visita oculistica. Ho prenotato attraverso i canali pubblici e mi hanno detto che c’era posto solo a marzo, il 25 per la precisione. E per l’altro bambino, che ha problemi di allergie, per fare il test, mi era stata indicata, come data, la fine di febbraio. La sede è l’ambulatorio dell’ospedale Lotti di Pontedera. Sapete com’è andata a finire: ho pagato 78 euro ed ho avuto, venti giorni dopo, la visita per fare i test allergologici. E, ad effettuarli è stato proprio il primario di quell’unità operativa, quella del Lotti».
È arrabbiata. Non solo perché alla fine il conto da pagare - per risolvere le esigenze sanitarie dei figli - rischia di essere salato. Ma perché - dice - all’indomani di una tragedia come quella di Siena, dove un ragazzo di 14 anni è morto mentre giocava al calcio, su temi come la tutela della salute di chi fa attività sportiva, «bisognerebbe essere più concreti».
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