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I bambini dei migranti giocano nel presepe

I bambini dei migranti giocano nel presepe

SAN MINIATO. La magia del Natale, immutata nel tempo, si rinnova quest’anno con un forte messaggio cristiano di solidarietà nel grande presepe artistico. «Con anche un mini campo sportivo, in cui...

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SAN MINIATO. La magia del Natale, immutata nel tempo, si rinnova quest’anno con un forte messaggio cristiano di solidarietà nel grande presepe artistico. «Con anche un mini campo sportivo, in cui giocano a pallone tre bambini di colore», anticipa Mario Rossi, conosciuto con il soprannome di Maglietta, che fa un grande presepe artistico da cinque anni. «Stavolta il messaggio forte sarà che i bambini sono figli di migranti, e vanno verso un futuro migliore, rispetto al paese d’origine da cui provengono, e nella maggior parte dei casi da cui sono fuggiti».

Un presepe non solo da guardare, ma che farà riflettere. «Sulla socializzazione. È esploso il fenomeno dei migranti, ma trent’anni fa eravamo noi italiani i migranti verso la Germania, alla quale facevamo comodo; verso la Svizzera, che non ci voleva e ci respingeva. Non dimentichiamolo». Lo aiuta nell’impegno il pensionato Sergio Cappelli, perché il lavoro è tanto - metà del presepe è anche allo scoperto - sulla terrazza naturale dietro il Seminario, con ingresso da via Vittime del Duomo. L’inaugurazione è prevista l’8 dicembre (ingresso da via Vittime del Duomo, accanto alla piazzetta del Comune). Lo benedirà il vescovo Fausto Tardelli, al termine della messa la notte di Natale, in processione dal Duomo. «Il presepe della diocesi è tradizione, ma ha anche un messaggio d’attualità. Il mistero del Natale è anche l’accoglienza, dunque l’idea mi sembra buona. Non dimentichiamo che anche Gesù è nato in una grotta, era minacciato da Erode, e dovette fuggire in Egitto. Gli attuali migranti, come sostiene anche papa Francesco, cercano un futuro migliore lontano da vessazioni estreme, la salvezza dalla violenza e da morte quasi certa, sperano in un po’ di pace anche se il rischio è che partono in tanti e arrivano in pochi. Sarà un Natale da ricordare».

Il tema ha ispirato anche un altro artista, il pittore Sauro Mori, che ha realizzato l’illustrazione del Natale 2013. In cui si riconoscono lo scafista dal volto nascosto, il bue con l’asinello che raglia al cielo, la sacra famiglia, una coppia di migranti con un figlio piccolo impaurito. «Ma le nubi formano la stella cometa della speranza», racconta. E conclude che «della nascita di Gesù si accorsero gli animali, prima ancora dei pastori e dei Magi, riconoscendo la straordinarietà dell’evento».

Luciano Gianfranceschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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