Lutto
Da Augusto De Megni a Soffiantini, quanti segreti in quei boschi impenetrabili
Il rapporto tra la cosiddetta “anonima sarda” e il Volterrano, inizia negli anni Sessanta: quando nella Valdicecina, anche in seguito all’approvazione della legge sui patti agrari, arrivarono i...
Il rapporto tra la cosiddetta “anonima sarda” e il Volterrano, inizia negli anni Sessanta: quando nella Valdicecina, anche in seguito all’approvazione della legge sui patti agrari, arrivarono i pastori sardi. Il primo sequestro avvenuto in queste zone, fu quello di un anziano produttore cinematografico, Maleno Malenotti, che stava godendosi la pensione in un casolare vicino Micciano di Pomarance.
Era il 1974: venne rapito e di lui non fu trovata più traccia. I boschi impenetrabili del Volterrano sembravano adattissimi per rifugi e nascondigli. Nacquero anche figure leggendarie, tra i banditi: Mario Sale è uno di questi. La sua sorte è ancora avvolta da mistero. Venne indicato come la mente del rapimento dei fratelli tedeschi Kronzuecker , liberati nei boschi, non lontani, di Casole d’Elsa. Vicinissimo a Volterra il nascondiglio di Augusto De Megni, rapito bambino e rimasto per diversi mesi prigioniero, fino alla liberazione, avvenuta nel gennaio del 1991. E anche per il rapimento di Giuseppe Soffiantini, l’area della Valdicecina è stata indicata come il probabile nascondiglio. Per il suo sequestro il sardo Giovanni Farina, nato a Tempio Pausania, era stato condannato a scontare 28 anni.
Lui frequentava l’area della Calvana, nel Pratese, ma Soffiantini pare sia stato tenuto prigioniero anche nel Volterrano.
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